• Le stelle non brillano nel mare
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Le stelle non brillano nel mare

Le  vittime del 26 febbraio che il mare si è ingoiato sono le ultime di una lunga scia che sembra non finire.  Partiti da luoghi di disperazione, di sofferenza, a pochi metri dalla salvezza hanno trovato la morte. Molti di loro, raccolti senza vita tra le onde del mare e sulla spiaggia, non hanno documenti  e non hanno un nome. Chissà se un parente, qualcuno pietosamente potrà riconoscerne la dignità di uomo, di donna o di bambino se non da vivo almeno da morto. Mentre la politica gioca a trovare una soluzione che sembra non esserci, usando slogan ormai triti,  la gente parte da ogni luogo e con ogni mezzo seguendo ogni via possibile.

Ricolma di speranza, cerca di voltare la pagina, dando una svolta alla loro vita di disperazione . SI imbarcano conoscendo la meta, con false promesse di un viaggio apparentemente semplice, pagano cifre enormi magari raccolte tra persone, amici, gente del villaggio. Ma loro non credono alle false promesse e sono consapevoli che non sarà facile, che per loro sarà l’ultimo viaggio verso quella agognaimmigrati-barca6-300x1591ta meta di una terra dove trovare, forse, maggiore serenità e la vita che finora non hanno avuto.  Ma molti non arrivano, e rimangono impigliati nelle bufere del mare, nelle negligenze degli umani, nelle assurde regole dettate dai governi per fermarli e non per salvarli. Affermazioni di uomini delle istituzioni che nulla hanno a che fare con l’umana pietà di fronte alla morte e alla sofferenza. Il carbone ardente della responsabilità per il dramma, passa di mano in mano per finire, come sempre, nelle mani dell’Europa. Accuse sbilenche condite dal trovare le ragioni del disastro, che sembrano lontane dalla tragedia e dalla morte.

Esiste, però,  ancora un’umanità che sa cosa vuol dire la sofferenza e mette in moto la solidarietà. La regola è semplice: dare una mano a chi soffre. E così la gente di Calabria, di Sicilia, delle Isole, la gente di mare e tutti coloro che, semplicemente ma con tenacia e determinazione, occupano il loro tempo a dare un a mano a chi è nella disperazione. Senza di loro il dramma, anche questa volta,  sarebbe stato peggiore. Qualcuno si è permesso di dire che le loro madri dovevano tenerli a casa; qualcun altro che il cellulare potevano utilizzarlo. E ancora “ non dovevano partire”, e infine l’ultima la solita: “aiutiamoli a casa loro”.

Molto al di sopra di queste miserie ci sta il presidente Mattarella. Uomo di Stato, che sa cosa vuol dire la sua presenza in momenti così drammatici. Ma soprattutto uomo di fede, che coglie come la pietà per chi non c’è più, la vicinanza alle persone che hanno perso i loro cari cercando di confortarle e un momento di preghiera e di silenzio su quelle bare , sono gesti forti che tutti noi dobbiamo riconoscerne il significato. Tra qualche giorno le luci sul fatto si spegneranno, ma altri disperati continueranno a partire e ad arrivare sulle nostre coste ed altri moriranno per la negligenza e la disumanità di chi trova in queste persone strumenti di ricchezza e merce di scambio. Spero che queste stelle che nella notte non hanno potuto brillare in mare, possano far luce nella mente di chi deve trovare soluzioni. Guardando al futuro e non alle prossime elezioni.

 

 

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