• Il Cammino di Sant’Antonio e Assisi- in bici
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Il Cammino di Sant’Antonio e Assisi- in bici

Qfullsizeoutput_2951uando si pensa di affrontare  un pellegrinaggio, si hanno sempre molti dubbi. sulla fatica, sul percorso, sui tempi, l’organizzazione, ecc. Ma ciò che aiuta a recuperare le forze è questo andare lungo la via segnata o solo indicata. Trovarsi in solitudine in mezzo alla natura e poter scambiare quattro chiacchiere con te stesso e con Colui che, in silenzio e senza una parola, ti ascolta. Molte di solitudine, luoghi isolati dove  non trovi nessuno, tappe faticose, caldo, luoghi sacri che aiutano a gestire lunghi momenti senza parole. L’obiettivo, quest’anno 2020, era concludere la via Francigena da Canterbury a Piacenza e ricongiungerla con la via fatta l’anno scorso. Ma la situazione non me l’ha permesso. Ho cercato lunga la via del Santo e ho preso un’altra decisione: Il Cammino dei Sant’Antonio. Il santo della mia città, la via che parte dalla mia città. Un cammino forse non adatto ai ciclisti anche se le indicazione c’erano, ma di fatto, un cammino che, per chi pedala, ha bisogno di altra organizzazione, spesso autonoma, rispetto ai pellegrini a piedi. Comunque, predno la Credenziale alla Baislica, mi faccio mettere il primo timbro e si parte, senza indugio!

 

9 luglio Padova-Pergola di Malalbergo, 20 km dopo Ferrara. km 140

Parto molto presto ma a comunque caldo. Lungo il Canale Battaglia raggiungo Monselice. Mi faccio fare il timbro alla Com unità di recupero g1YlL10QARq+KaaM7GGEGcw estita da frati. Proseguo e arrivo a Rovigo. Mi segue in bicicletta Pietro, un ex ciclista che dare indicazioni per uscire dalla minuscola Rovigo. Non c’ero mai stato prima. La bella piazza principale, la chiesa della Rotonda, altri brevi giri e poi via. L’uscita dalla città è accompagnata sempre da Pietro, 77 anni, affascinato dal mio percorso e dalla mia bici. Attraverso l’Adige e arrivo a Ferrara. Lì nella splendida Ferrara mi fermo nella sua magica piazza, a fianco al duomo ancora in restauro, per un veloce gelato. Intanto il caldo si fa torrido: 35 gradi! Proseguo verso l’agriturismo indicato dalla guida dove passare la notte. Commetto un errore e sono costretto ad attraversare la pericolosa statale Porrettana. Infine arrivo. E’ pomeriggio inoltrato e ho percorso 140 km di strade, stradine di campagna, argini, viottoli. Mi assegnano la stanza dove porto anche la bici. Una bella giornata tranquilla, ma il bello arriva ora.

10 luglio Pergola-Tossignano km 125

Parto presto; fa un po’ fresco. Seguo la via dei pellegrini piedi e mi trovo ad arrivare a Bologna, dopo alcuni errori stradali, lungo il Navile. Un canale di scolo che stavano pulendo. Strada strettissima, odori pesanti ma alla fine arrivo in piazza maggiore: splendida. Entro a san Petronio sotto la canicola per una breve preghiera. La cattedrale è splendida. Siamo in pochi. Arrivo a san Ruffilio così come indicato e voglio attraversare i parco dei Gessi. E qui cominciano i dolori. Deviazione per ciclisti: 20-22%. salgono pedalando e a piedi spingendo la bici. Mi trpvo in mezzo a percorsi di montagna. Vado a piedi, rischio di cadere. Alla fine mi ritrovo dove son3tqgwOrSSNaBT+se4lBffgo parti, in fondo alla salita. Comunque riparto verso 7Fonti. Un  luogo di pace: un cVuf9Zv78Q62NOyrp0+z3uQapitello e una chiesa abbandonata. Ma dopo  chilometri di salita. Scendo rapidamente ma mi rendo conto che il passaggio successivo mi sarebbe costato parecchio. Quindi decido di andare per la provinciale verso Imola. Arrivato, giro verso Borgo Tossignano per  poi andare a dormire a Tossignano. Ovviamente non prima di 4 km di salita. Nel frattempo compro della pasta e del sugo perché ero in un appartamento con la cucina. Un bel posto, tranquillo. Ma che fatica. Apro la porta sul terrazzo dove faccio riposare il cavallo a due ruote e il panorama era…la roccia della montagna. Mai vista prima una cosa del genere. Diciamo che tutto era a 7/8 metro. Dentro la roccia era stata scavata una piccola nicchcia per metterci una statua della Madonna. Comunque, super affaticato ma contento.

 

11 luglio Tossignano-San Benedetto in Alpe km 115

Scendo e arrivo a a Imola attraversando vigneti e boschi. Oggi, una delle tappe più importanti del cammino: si arriva all’eremo  Monte PaolCbQR6TH2SQ2UIRf6+LWTVwo, luogo dover Antonio visse. Riprendo la provinciale e, arrivato quasi a Forlì, giro verso gli Appennini. Arrivato a Brisighella, comincio la difficile salita verso Modigliana per scendere a Dovadola. Spledido paesiTkTfyCRfRm+xTkDE2caZhQno. Mi fermo a bere e pii via verso Monte Paolo. Una lunghissima salita, mi porta all’eremo di  Monte Paolo. Un luogo in mezzo a l verde, alberi e silenzio…silenzio. Sono solo, davanti a me il piccolo santuario. Non c’è nessuno e non riesco a far timbrare la credenziale. Pazienza! Bevo la fresca acqua della fonte sotto una statua del Santo, accanto alla quale c’è la preghiera per il ciclista. Resto seduto all’ombra mezz’ora. Poi vengo a sapere che dentro a qual luogo sacro c’è un monastero di clausura femminile. RipavQ0KzqQQRp2+aCtenNDFcgrto, Scendo a Dovadola e comincia una lunga salita verso San Benedetto in Alpe, sull’Appennino. Arrivo e proseguo verso il maneggio che mi avrebbe dato ospitalità per la notte. Ho fame! Le calorie durante la giornata si consumano a palate. A cena, un piatto  lasagne ai funghi e un piatto con una piccola grigliata. Ci volevano! Il giorno dopo sarà la mia ultima tappa ufficiale, verso ermo di Camaldoli, santuario di la Verna. Il proprietario mi consiglia di seguire strade sterrate. Se l’avessi ascoltato sarei ancora per strada.

 

12 luglio: San Benedetto in Alpe-Camaldoli-La Verna. Km. 125

Parto presto; tutti ancora dormono. Salgo verso il passo delle Muraglie dentro a nuvole basso e sotto una pioggerellina leggero. ComunqFi7sVWTERu+rUMWLsvLklgue vado. Almeno fa un po’ fresco. Scendo rapidamente verso Decomano. Dopo la discesa non manca la fatidica salita. Salgo verso un scollinamento che mi porterà a Prato Vecchio dKuQ98XkYQKS7sh7yWLctCwove girerò verso Camaldoli. Purtroppo, molto spesso e anche in questo caso, gli eremi e santuari sono stati costruiti in montagna e bisogna salire. Una salita molto difficile per alcuni chilometri. Poi, qualche bellissimo chilometro in piano sotto i faggi di un bosco. Faceva quasi freddo. Arrivo a Camaldoli: c’è gente. Mi metto in fila e, con la guida , visito l’eremo. Dopo il timbro sulla Credenziale, ripauZX7u5I9RZGox8MZaLbp8grto perché la tappa finale è Il Santuario de La verna. Scendo e vado verso Chiusi la Verna, dove so aspettarmi l’ultima este nuante fatica verso  l’arrivo del cammino. Pensavo di non arrivare in tempo ma alla 19.25 ci sono. Un posto affascinate che avevo visitato altre volte. Ma in bicicletta e dopo la lunga fatica, è come se fosse un altro luogo. La cena è alle 19.30. Quindi mi fiondo, mascherina e sanificazione, per la cena. Prima però ricevo l’ultimo timbro e la Assidua, la certificazione di avere concluso il mio pellegrinaggio. Sembra strano, ma sono arrivato e la fatica, “quasi” non si sente di fronte alla meraviglia del luogo, al silenzio e alla storia di quell’uomo, Francesco, amico di Antonio.

 

13 luglio: La Verna-Assisi km. 135

Prima che gli altri si sveglino, comincio il mio ultimo giorno. Il Cammino di Sant’Antonio è terminato ma io voglio finire la mia corsa ad Assisi. ScendoIMG_2195 verso Chiusi La Verna, poi ancora salita e ancora giù verso Pieve Santo Stefano. La via provinciale è veloce. Mi fermo per qualche istante a Città di Castello e poi proseguo. Ho il tracciato ma chiedo i formazioni. Ad un tratto vedo da lontano Assisi, arroccata sulla collina: unica e meravigliosa. Salgo vero la città ed entro dalla porta di Santa Chiara. Entro in basilica e conto pochissime persone. Vado nella cappella del crocifisso che parlò a san Francesco. Rimango più di qualche sitante in silenzio e ascolto. Scendo in cripta alla tomba della Santa dove mi soffermo qualche minuto. Esco e riprendo la bici verso la basilica di San Francesco, conclusione del mio pellegrinaggio. 6mxuoiynQK6wBNqqKwpIYQPrima vado a salutare le suore che alcuni anni avevano vissuto in Comunità dove abito. Non c’è chi cercavo, ma pazienza, la incontrerò più tardi. Alle 15.15 sono davanti a san Francesco. Una meraviglia agli occhi del mondo! Scendo verso la basilica inferiore. Parcheggio la bici davanti all’ingresso ed entro. Non più di 30 persone son o in basilica. Scendo in cripta alla tomba di San Francesco e anche lì siamo in pochi. Ho tempo, rimango lì seduto in silenzio e ascolto. È la fine, ultimo momento cercato e voluto perché significativo. Riparto verso Santa Maria degli Angeli dove mi ospiteranno le Suore Missionarie di Maria. Prima passo alla vicina stazione per comperare il biglietto con bici al seguito. Arrivo dalla gentili suore che prendono in custodia me, stanco e sporco e la mia bici. Alla sera faccio due passi nella meraviglia di Santa Maria degli Angeli.

-14 luglio Assisi-Padova: Treno

Ritorno nella grande Basilica di Santa Maria Maggiore. La piccola Porziuncola all’interno è interdetta ai pellegrini. Pazienza! Sosto per qualche minuto davanti alla chiesetta. Il tempo di qualche ricordino e poi si parte. Il ritorno è in treno, ma anche in treno, nulla è scontato. Assisi verso Firenze. Poi Firenze-Prato con orario sbagliato datomi alla stazione di Padova. Tutto sfalsato di un’ora. Pazienza! Poi Bologna e infine Padova. Preso bici e, dopo 7 km, casa. FINE!!!

 

Sembra che i 640 km.,  la fatica, il caldo, i posti meravigliosi  dove ho sostato, dove ho vissuto qualche momento di silenzio e di ascolto siano lontani. Ma non sono dimenticati. Per il pellegrino è importante la meta, ma più importante è il suo peregrinare, il cammino. Di fatto la vita! Quindi, alla prossima!

per chi volesse:

www.ilcamminodisantantonio.org

 

 

 

 

 

 

 

 

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