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	<title>NEREO TISO &#187; partito Democratico</title>
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	<description>Padova da vivere e condividere</description>
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		<title>Eutanasia: referendum?</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2021 07:27:12 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cattolici in politica]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Anche nella nostra città</strong> alcune associazioni stanno raccogliendo firme per il referendum utile ad abrogare la legge che vieta “l’omicidio del consenziente” e, quindi,  favorire la disponibilità della vita e legalizzare l’eutanasia. La semplificazione dei quesiti e delle giustificazioni sull’eutanasia, potrebbe far credere ad una battaglia per la libertà di morire o, meglio, di “farsi morire” a certe condizioni. Quasi a sdoga<img class=" size-medium wp-image-4147 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2021/07/CcaWlnuQAS7FTTTrgVfUA-300x225.jpg" alt="+CcaWlnuQAS7FTTTrgVfUA" width="300" height="225" />nare la morte come un dettaglio della vita, anzi, la mera rinuncia alla vita. La proposta prevede la decisione autonoma del paziente senza alcuna costrizione, di poter scegliere di farsi morire.</p>
<p><strong>Chi si trova in situazioni complicate</strong> di sofferenza fisica e psicologica, però, difficilmente è pienamente libero di scegliere di morire o di vivere. Quindi, questa falsa libertà, fa credere che l’anticipare la morte di chi soffre sia la soluzione e non sia, invece, un riconoscimento, alla fine, dell’inutilità della vita in certi momenti, i più definitivi per ognuno di noi. L’eutanasia dovrà essere praticata  da chi “giura”, come il medico,  che la sua professione è e sarà quella di curare le persone. Chi vuole portare a referendum la proposta sull’eutanasia, nulla dice  sulla terapia del dolore, sulle cure palliative, sulla possibilità della sedazione profonda già prevista dalle leggi 38/2010 e 219/2017. E nulla dice, volutamente, dell’accompagnamento della persona verso la fine della sua esistenza se non di ridurre il tempo dell’esistenza stessa.</p>
<p><strong>I risultati scientifici sulla cura del dolore</strong>, il valore degli hospice dove le persone vengono assistite, spesso con i loro cari vicini per concludere dignitosamente la propria esistenza, passa inosservato. L’accompagnamento, pertanto, non è il dare la morte, anticiparla ritenendola una scelta libera che rende la vita degna di essere vissuta, ma il riconoscimento di aver fatto tutto il possibile per rendere meno gravoso il periodo complicato che precede la morte, riducendone le sofferenze Ma chi decide che la vita è più o meno degna di essere vissuta? Non  un inutile accanimento terapeutico che segnerebbe ancor di più la persona nell’ulteriore e inutile sofferenza, ma nemmeno la sospensione delle cure palliative, della terapia del dolore e dell’accompagnamento.</p>
<p><strong>Nulla si dice,</strong> altresì,  nella proposta,  su eventuali obiettori di coscienza del personale medico e paramedico, del ruolo del medico stesso, ma tutto viene scaricato sulla libertà del singolo.  Quasi che quel luogo del mistero dove abita il nostro essere e le nostre convinzioni, debba essere lasciato cadere nell’oblio. Il medico, quindi, come comprimario e strumento per l’eutanasia. Anche nella recente sentenza della Corte Costituzionale sulla questione “suicidio assistito” che non è legge, non si parla di eutanasia, anzi, si sottolinea che ci sono altri sistemi di trattamento che necessariamente devono essere messi in atto prima di qualsiasi altra scelta estrema.  I limiti della proposta di legge sull’eutanasia con richiesta di referendum abrogativo vanno a semplificare negativamente il momento scaricando la responsabilità sulla debolezza di chi soffre. La strada è impervia.</p>
<p>Io <strong><u>NON SOTTOSCRIVERÒ LA PROPOSTA DI REFERENDUM SULL’EUTANASIA .</u></strong></p>
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		<title>Partito Democratico: dalla “Ditta” all’”Impresa” guardando le stelle rimaste</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2021 17:57:44 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Un gioco di parole per cercare di osservare la faticosa attraversata del Partito Democratico. Nonostante tutto  gode ancora di un cospicuo numero di elettori, di una organizzazione antica ma che stenta, di amministratori ad ogni livello e di importanti gruppi parlamentari. Il trapasso da un’opposizione responsabile, ad un governo responsabile ad un governo di continuità responsabile non è stato facile. Di fronte c’è l’Italia, gli italiani, il futuro del paese e quello   del Partito. Sembra strano ma da più parti si parla che dentro al partito spariglino ancora gli ex DS e gli ex Margherita che continuano a spartire gli spazi di potere così come l’ultima infornata di ministri nel governo Draghi.</p>
<p>Scelta che è sfociata nella sfuriata delle donne del Partito visto che nessuna è stata chiamata a far parte della quadra del governo. Tutti e tre i ministri a capo, o comunque, a quanto si dice o si sa, molto vicini ad una “corrente”. Quindi, alla fine il partito a correnti continue che, insieme, sgomitano per trovare spazi. Il tutto dentro a quel binomio degli ex che si vuole nascondere ma che di fatto esiste, a tutti i livelli. Tutti a rincorrere , a forzare, a tentare di scardinare il sistema granitico formatosi all’atto cost<img class=" size-full wp-image-3393 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2018/02/Logo-PD111.jpg" alt="Logo-PD11" width="220" height="179" />ituente, ma di fatto nulla muta così come la condizione in cui sta vivendo il partito.</p>
<p>Il timore di non essere governativi ha messo il segretario e buon Zingaretti, di fronte a quella che viene chiamata responsabilità ma che, probabilmente, è l’infaticabile arrancare dietro ai 5S, criticati ma ora circondati per farli diventare sempre più governativi , cioè vicini. E capire se rimarranno ancora uniti, se ci si potrà fidare se si potrà veder in loro un partito o grumo di personaggi alla continua ricerca di se stessi. E poi, le ambiguità sulle scelte delle settimane recenti, passate da Conte o morte a, “sicuramente” Draghi, ci spiega come più che una forza che ha dalla sua capacità e competenze, una forza che è costretta, suo malgrado a trovare continue giustificazioni delle proprie scelte.</p>
<p>Detestare Renzi per aver fatto cadere il governo Conte che volgeva al declino, non è sufficiente. Soprattutto se questa era la prospettiva che, in camera caritatis, i dirigenti del PD cercavano. Ammiccare a Leu e ritornare alla vecchia “ditta” non apre a nuove prospettive per un partito che vuole sì governare, ma anche tentare di essere se stesso, cioè democratico. Questo ritorno potrebbe portare molti elettori a svegliarsi in uno stato confusionale e guardarsi attorno per capire cosa fare. Oppure ritrovare chissà, nuovo “entusiasmo” (parola grossa).</p>
<p>Sarà un’”impresa”, non so se impossibile, ma  certo capire se è meglio guardare al centro tendente a sinistra o guardare a sinistra verso una ulteriore sinistra. Oppure, investita dalle correnti, rincorrere i confusi 5S come unica ancora per governare e ritrovare se stessi. 5S che fine faranno? Probabilmente non saranno più gli stessi e non avranno nemmeno gli stessi numeri. Ma i pochi che rimarranno alle prossime elezioni, saranno affidabili alleati? Intanto le difficoltà  del PD che talvolta sfociano in lacerazioni, rimangono e ci si chiuede se l’attuale segretario sarà in grado di guidare la barca in mare aperto. E quelli che l’allora segretario Bersani chiamava i “nativi del PD”? Penso siano morti nella culla.</p>
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		<title>Matteo Renzi divide et impera: chi pro e chi contro.</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Sep 2019 16:35:17 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Eh sì! Oh: Ebbene sì! Matteo Renzi è uscito dal Partito Democratico dopo aver sollecitato la formazione del nuovo governo e, di fatto con questa mossa, aver messo all’angolo Matteo Salvini. L’uscita di Renzi  può mettere in bilico quel governo che lui stesso ha voluto e che, nonostante il retroterra costellato da pesanti accuse, offese verbali e violente del 5S nei confronti del PD e dei <img class=" size-full wp-image-1596 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2014/11/tempo.jpg" alt="tempo" width="220" height="229" />suoi uomini e donne, si è fatto il  Conte 2. Si vedrà!</p>
<p>Intanto la platea si divide non solo sull’uscita di Renzi ma anche su Renzi stesso, sul suo trascorso politico all’interno del PD in qualità di segretario (2 volte), presidente del Consiglio e senatore. Una mossa prevista e prevedibile nata qualche mese fa. Momento inopportuno? Ma esiste un momento opportuno per uscire da un partito? Renzi da mesi  gira l’Italia a presentare il suo libro che già dal titolo “Un’altra strada. Idee per l’Italia di domani” dice che cosa vorrebbe e quale sarebbe stato il suo futuro.</p>
<p>Forse qualcuno pensava che gli interessasse incassare le  royalties dalla vendita? Spero di no perché questa era la sua campagna elettorale conclusasi l’altro giorno con l’uscita, immediatamente dopo la costituzione del governo. Dove andrà a finire con la sua formazione “Italia Viva”? Chi lo seguirà? Quanti? Questo lo vedremo. Capiremo se la sua tattica diventerà strategia, se il suo ego/leadership verrà condito con  proposte politiche e se, coloro che lo seguiranno a livello dirigenziale, saranno in grado di continuare a condividerne il progetto lavorando per aggregare e portare consensi. La spregiudicatezza l’ha portato a raggiungere importanti traguardi, ma ora corre il rischio, con l’uscita dal PD, di iniziare un inesorabile declino che non gli auguro.</p>
<p>Oppure una lunga ascesa politica? L’incertezza è evidente. C’è chi è felice dell’uscita di Renzi: “Finalmente”! Altri che pensano che il PD abbia perso una pedina importante, arrogante, ma politicamente capace e molto astuta. Molti ne elencano gli errori che hanno portato alle sconfitte del PD soprattutto da quella sul referendum Costituzionale in poi, altri elencano anche le cose buone fatte dal suo governo. Naturalmente è il mondo del Partito Democratico che discute, in maniera pacata. Per alcuni è rassegnazione all’uscita, per altri un sospiro di sollievo.</p>
<p>Non credo che questa situazione possa essere paragonata ad altre. Soprattutto all’uscita di un altro segretario, Bersani. Qualcuno ha definito  Renzi “l’intruso” (G.Cominelli) nel sistema rigido, il PD, costruito in schemi già visti e consolidati dai due partiti costituenti, che non potevano ammettere al loro interno chi voleva far saltare il banco, dice ancora il giornalista. Non sempre amato dai giornali e dagli intellettuali, si è avventurato nell’incertezza di “Italia Viva”, una strada tortuosa e in salita. Ma mi sembra anche,  che qualcuno snobbi l’iniziativa come già morta.</p>
<p>Il PD governa e vuole  dare all&#8217;Italia una nuova speranza dopo mesi di vergognoso isolamento, di inutili chiusure. Credo però, che per governare, ormai, non serva più continuare a tifare per l’una o per l’altra parte, per o contro Renzi e la sua uscita. Ma fare scelte per un’Italia  che deve rientrare rapidamente nel ruolo che le spetta. Ognuno andrà per la propria strada. Forse ci si incontrerà? Penso che la costituzione del governo PD-M5S insegni che cosa possa succedere in politica.</p>
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		<title>PD: avanti al centro contro gli opposti estremismi o viceversa?</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jun 2019 07:54:49 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>La situazione del Partito Democratico è in fase evolutiva e, come dice qualcuno, ha terminato la fase emorragica (?). Evidentemente il lavoro fatto dal chirurgo Zingaretti dopo le primarie e le terapie utilizzate hanno avuto il loro effetto, anche se p<img class=" size-full wp-image-3418 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2018/02/demo1.jpg" alt="demo1" width="262" height="192" />ermane una indubbia sofferenza. E il cosiddetto “nuovo” ancora latita. Ora è necessario che non si creino anticorpi che combattono le terapie arrivando alla disgregazione del corpo che abbandona le sue membra, quelle che non riesce più a trattenere. La metafora evangelica ci aiuta a capire che il corpo senza le sue membra non sta in piedi, anche se può sopravvivere.</p>
<p>Sempre doloroso il distacco, ma esiste sempre una speranza perché questo non accada. Quindi il medico deve fare le sue scelte, operative, per il futuro del Partito democratico, ancora malato e continuare anzi, migliorare, la fase di benessere sapendo che l’elettorato è molto fluido. Le scelte proposte dal segretario sono: allargare a Sinistra alleandosi e diventare un partito di sinistra (solo?). Altri, anche del gruppo dirigente non la pensano così e affermano: le elezioni si vincono al Centro e, di fatto, volgere lo sguardo verso il  centro è necessario sperando che gli insoddisfatti-non votanti siano aperti a nuovi orizzonti e guardino dalla nostra parte.</p>
<p>Oppure, altri, far respirare entrambi i polmoni riprendendo un modello di unità che potrebbe far rinascere, finalmente, un “nuovo Partito Democratico”. La “Ditta” di Bersani si è sfracellata, la “Rottamazione” di Renzi si è spenta, ma entrambi rimangono in campo. Da una parte chi spera di rientrare e magari dire ancora la sua nonostante tutto, dall’altra, chi cerca di recuperare terreno politico drammaticamente perduto.  Siamo sempre alle ipotesi, complicate, che fanno respirare divisione piuttosto che unità.</p>
<p>Evidente che il mondo, L’Europa, l’Italia, stanno girando in un modo che non ci fa stare tranquilli. Non basta il segretario che pur sta avendo una ricetta che, al momento ha fatto uscire il PD dalla stagnazione. Non basta!. Per governare ci vuole il 50+1% e mi sembra che, vivere solo di luce propria e allargare solo a  sinistra, non sia  il modo per scardinare  i debordanti leghisti. Lo deduco solo leggendo i numeri. Nessuno, al momento,  “vede l’ora” di accoglierci a braccia aperte. Ma  superare ciò,  è il lavoro che spetta al segretario,  alle segreterie e a chi cerca e pensa  di avere ancora qualcosa di significativo da proporre e crede ad una proposta politica con dei contenuti. Bisogna incontrare tutti coloro che sono portatori di sensibilità, ma proprio tutti e a tutti i livelli. Nel partito Democratico c’è una grande paura: trasformarsi ancora in comunisti e democristiani.</p>
<p>Non nel senso di fondare i vecchi partiti ma nella distinzione netta delle idee e delle proposte. Rimangono comunque, quelli che sono i famosi “nativi del PD”. Quindi ci vuole attenzione e visione complessiva per evitare di sdoganare il centro sinistra o, meglio, il Partito Democratico in un’altra cosa. Deve rimanere il luogo di confronto democratico tra sensibilità diverse, proposte diverse, visioni diverse che possono convergere. Cambiare ciò sarebbe un grave errore così come pensare ancora ad un pensiero dominante. Credo che il PD, i suoi molti elettori e l’Italia, non ne abbiano proprio bisogno. Attendiamo fiduciosi che si faccia chiarezza.</p>
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		<title>Congresso Mondiale delle famiglie: la grande abbuffata della politica</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Mar 2019 17:54:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Sembra che gli organizzatori non cercassero altro, a prescindere dai contenuti del convegno: avere i politici e la politica a favore e contro. Niente di meglio per  guadagnare luce all’opinione</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Sembra che gli organizzatori non cercassero altro, a prescindere dai contenuti del convegno: avere i politici e la politica a favore e contro. Niente di meglio per  guadagnare luce all’opinione pubblica e portare avanti i loro progetti, che hanno molto di provocatorio e poco di sostanza. Venduti come “cattolici tradizionalisti e radicali” dai media, sulla base di cosa non si sa visto che  il Vangelo è più manipolato che vissuto e la lontananza dal magistero della Chiesa evidente, i partecipanti al forum si son o ancora di più sentita dalla parte giusta. Non è essere contro l’aborto, a favore della famiglia &#8220;tradizionale&#8221;, per la donna procreatrice che garantisce chissà quale consenso ecclesiale. La questione è molto diversa e complicata; il Vangelo è della misericordia e non della cond<img class=" size-full wp-image-3713 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2019/03/images-1.jpg" alt="images-1" width="275" height="183" />anna.</p>
<p>Ma la politica ha voluto a tutti i costi essere presente a favore o contro i temi del forum: questo le avrà dato anche  visibilità ma ne ha evidenziato, in sostanza , la propria debolezza. Forse chiedersi chi effettivamente sono i farneticanti personaggi del Congresso, quali proposte legislative saranno un giorno in grado di presentare in Parlamento non sarebbe stata una cattiva idea. E cosa vorrebbero rappresentare nella Chiesa visto che nessuno  uomo di Chiesa ha sostenuto l’evento e ha voluto essere presente, restando ben alla larga dalle dichiarazioni dei personaggi definiti “talebani” dal vescovo di Verona. “D’accordo sulla sostanza non sulla modalità”: queste le parole del segretario di Stato e del Papa.</p>
<p>Sembra che l’unico “patrocinio” sia venuto dalla politica, da tutti i partiti. Da chi, come Salvini, ha deciso di parlare al forum senza  fare alcuna dichiarazione  contraria alle leggi vigenti sui diritti civili, a chi li ha considerati degli “sfigati” . Chiaro che l’eccessiva attenzione a chi, forse 400 rappresentanti, ha espresso delle opinioni in democrazia su temi delicatissimi che hanno sempre creato divisioni nell’opinione pubblica, ha creato negli organizzatori dell’evento un’aspettativa straordinaria. E certo cominceranno a suonare la grancassa attraverso i loro portavoce: dal conservatore americano Steve Bannon, ad alcuni personaggi russo-putiniani o rappresentanti della Chiesa ortodossa, a una ministra ungherese e via dicendo. Della loro voce non ne avevamo proprio bisogno, ma purtroppo non è andata così.</p>
<p>Mi dispiace che anche il Partito Democratico sia entrato in questa caciara mediatica con slogan appassiti. In questo momento non bisognava distrarsi a inseguire i fanatici di Verona, ma  lavorare responsabilmente per la costruzione di un nuovo progetto per il nostro paese. Era doveroso manifestare contro le proposte del Congresso? Anche no! Forse sarebbe stato più opportuno chiedersi se per modificare una legge ci vogliano proposte Parlamentari . A oggi  ritengo che non vi  sia alcuna proposta di legge depositata per modificare o abrogare la 194, la legge sul divorzio, la legge sulle unioni civili e via dicendo. Ma forse c&#8217;era bisogno di andare in piazza e dire ci siamo anche noi.</p>
<p>Comunque Forse il Partito Democratico dovrebbe  riconoscere anche, che al suo interno ci sono diverse sensibilità sulle questioni etiche che non sono né estremiste, né patetiche, né fanatiche, ma ci sono. E questo meriterebbe una riflessione .Rincorrere il congresso sulle famiglie ci ha distolto dai veri problema che le famiglie hanno: difficoltà economiche e sociali, difficoltà nel sostegno dei figli, mancanze di risorse, scuole fatiscenti, asili nido che scarseggiano. E poi i giovani che si aprono all’Europa e al mondo; se ne vanno indebolendo il nostro paese ma anche arricchendolo con esperienze straordinarie. E poi il lavoro, la sostenibilità ambientale, un grande progetto per l’Europa,  per i migranti e l’Africa.  Fare a gara a chi urla più forte su questioni cavalcate con  facilità dagli estremisti non aiuta.  Dobbiamo scendere in mezzo alla gente, al popolo, in piazza? Bene!  Quale piazza, quale gente, quale popolo?  Oggi il Congresso delle famiglie finirà e le sue tracce rapidamente scompariranno per ricomparire al prossimo incontro.  Lasceranno carte, gadget volgari, qualche documento e molto messaggio mediatico. La politica ricomincerà a fare ciò che deve e chi ha come obiettivo  a breve l’Europa e poi il governo di questo paese non può attendere né distrarsi.</p>
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