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	<title>NEREO TISO &#187; Tiso</title>
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		<title>La scuole al centro: un emendamento al  bilancio 2022</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Dec 2021 18:03:13 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Le scuole della nostra città hanno subito, nell’ultimo anno e mezzo, traumi a non finire. I nostri bambini e ragazzi si sono visti chiudere le porte alla socialità, allo stare insieme e a crescere nelle relazioni. Il COVID li ha messi in grossa difficoltà così come gli insegnanti. Ma non è ancora finita l’emergenza e si continuano ad ammalare e a fare lezione a distanza.</p>
<p><strong>L’emendamento a bilancio presentato dai consiglieri Nereo Tiso e Gianni Bern</strong>o del Partito Democratico, vuole dare una spinta alle scuole, soprattutto ai ragazzi, aiutandoli nelle attività pomeridiane di scuola aperta. Per vivere la scuola in modo attivo e costruir<img class=" size-full wp-image-1765 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2015/03/nido1.jpg" alt="nido1" width="275" height="183" />e relazioni attività e costruttive capaci di aiutare alla formazione, alla crescita fuori dallo schermo del computer al quale ci aveva, purtroppo, abituato la didattica a distanza.</p>
<p><strong>Un emendamento di 70.000</strong> euro al bilancio da distribuire alle nostre scuole e soprattutto per i bambini ed i ragazzi che, oltre alla didattica della mattina, potranno fermarsi a scuola e fare altro di formativo rispetto alla lezione e ai compiti per casa. Attraverso la predisposizione di laboratori  e con specialisti  formatori comprese associazioni, si vuole contribuire ad offrire ulteriori attività formative manuali (es. falegnameria e lavorazione del legno) e non (teatro, formazione musicale e coreutica) agli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado oltre agli istituti comprensivi.</p>
<p>G<strong>li stessi consiglieri Tiso e Berno</strong> sostenuti dal gruppo consigliare del PD, ritengono che sia un ulteriore tassello all’impegno dell’amministrazione a favore delle scuole della nostra città e, in particolare, dell’impegno dell’ass. Cristina Piva che se ne occupa</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Un’idea di città e una città con idee</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Oct 2021 15:01:44 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>La volontà e la necessità di guardare avanti per una città che, nel corso degli ultimi  anni ha subito importanti trasformazioni, trova spazio nel lavoro quotidiano di chi se ne occupa direttamente e indirettamente. I cambiamenti ideati e  progettati in questi ultimi anni, trasformeranno radicalmente la nostra città e le scelte fatte sono, nell’evidenza dei fatti, l’elemento che dà impulso al cambiamento e al domani. Scelte talvolta difficili ma necessarie, hanno dato ragione alla valorizzazione di alcuni luoghi e spazi della città che, finora, erano rimasti nell’anonimato.</p>
<p>Ma credo che dobbiamo andare per tappe sapendo che la sfida è sempre quella di dare valore aggiunto a Padova. Quindi sempre idee di città  e città delle idee per evitare di consumare il tempo sempre tiranno.  Il tram. Un mezzo che aprirà le porte di Padova ai comuni contermini creando una città che non si chiude nei suoi confini geografici. Ai lettori attenti appare una grande opera che diventerà entro il 2026 una fondamentale metropolitana di superficie che toccherà i punti nevralgici della nostra città dall’ospedale alla nuova Questura. Riduzione del traffico, rapidità nell’accesso, riduzione dell’inquinamento, sicurezza negli orari, quantità di perso trasportate, questi alcuni elementi di fondamentale portata. Il Nuovo ospedale, anzi, il nuovo ospedale con due poli di pari dignità.</p>
<p>A qualcuno non piacerà la collocazione a Padova est, ma la saggezza di questa amministrazione ha scelto di continuare e migliorare il progetto precedente senza perdere ulteriore tempo e finanziamenti o continuare a ripercorrere vie impraticabili perché superate. A questo si aggiunge la costruzione della nuova Pediatria troppe volte vista come il mostro che rovina la storia. Ma sempre il lettore attento sa che la valorizzazione del parco mura e non la sua distruzione è uno degli elementi fondanti la costruzione della nuova Pediatria in Via Giustiniani. I nuovi poli sanitari saranno, non solo la ri-valorizzazione della già straordinaria sanità padovana, m<img class=" size-full wp-image-3990 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2020/07/download.png" alt="download" width="275" height="183" />a il riconoscimento che Padova ha una storia nella sanità, ma soprattutto un futuro di eccellenza a livello europeo.</p>
<p>Lo sviluppo passa anche attraverso l’impegno di FS al rinnovo della stazione per il transito dell’alta velocità già assegnata.  Lungo l’asse Stanga-Stazione, troviamo la Fiera. Scordarci che cos’era diventata la Fiera è un errore. Si operava a debito con risvolti pesantissimi per la nostra città. Il rischio di una voragine era evidente. Le scelte fatte dai soci, hanno permesso, nonostante il COVID, di evitare il tracollo. Anche diversificando l’offerta collaborando con l’Università e con chi ha idee innovative dando opportunità nuove col palazzo della musica. Oltre al nuovo Centro Congressi che ha già in programma importanti convegni per il 2022. La città nella sua storia ha anche visto uno stravolgimento importante nella zona est con la costruzione della Zona Industriale. Nonostante la storica distruzione di importanti aree agricole, si è creato un volano economico di eccellenza  che ha contribuito in maniera determinante alla ricchezza di Padova.</p>
<p>Anch’essa, negli anni, ha subito radicali trasformazioni nel suo oggetto, passando, in molti casi, da industria a commercio e  servizi  lasciando al mercato a fare il suo corso.  Il Consorzio Zip ha fatto la sua importante parte governando le trasformazioni ma, soprattutto, espropriando il terreno e vendendo i lotti. Era evidente che il compito del Consorzio fosse esaurito nella sua funzione principale. Qualcuno ha pensato di fare delle proposte che dovranno rientrare in un piano complessivo di rinnovamento che significa discutere a partire dall’Interporto, al MAAP, alla Logistica, all’industria, alla viabilità , ai trasporti, ai nuovi mercati e fino alla annosa richiesta di utilizzo del canale una volta chiamato “navigabile” ma ora necessario per mettere la sicurezza idraulica la nostra città.</p>
<p>A tutto questo si aggiunge la collaborazione con l’Università che sta recuperando luoghi che avrebbero visto un inesorabile declino come la Casema Piave. Investimenti che sono poli didattici, ma che fanno rinascere, con la presenza degli studenti, luoghi e attività economiche. Ma poi, pensare alla rigenerazione urbana, lo sviluppo dei parchi e la loro rivalorizzazione a partire dal nuovo Parco Basso Isonzo che non è solo un’idea. Ma la città ha un futuro anche attraverso le manutenzioni ordinarie e straordinarie di ponti, strade e cavalcavia, l’attenzione alle strutture sportive e allo sport di base, oltre, e non ultimo, all’attenzione costante a chi è più in difficoltà. La città delle idee non si sottrae alle idee di città, e si occupa di guardare alle future generazioni. Questo è il compito di chi continua a voler trasformare e innovare questa città.</p>
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		<title>Granze di Camin: l’impegno dell’amministrazione</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2021 15:16:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Siamo ai confini del Comune di Padova e in città non tutti sanno dell’esistenza di Granze di Camin e della sua storia centenaria. Una comunità di 1000 cittadini che si</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Siamo ai confini del Comune di Padov</strong>a e in città non tutti sanno dell’esistenza di Granze di Camin e della sua storia centenaria. Una comunità di 1000 cittadini che si è organizzata e, assieme al vice sindaco Andrea Micalizzi e al Consigliere Nereo Tiso, ha cominciato a vedere i primi frutti del confronto e ne aspetta degli altri. Il nutrito “Comitato cittadini di Granze”, nato prima della pandemia, affe<img class=" size-medium wp-image-4095 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2021/02/Schermata-2021-02-06-alle-16.13.08-300x266.png" alt="Schermata 2021-02-06 alle 16.13.08" width="300" height="266" />rma il consigliere comunale Tiso,  ha cominciato a mappare la zona e capire quali potessero essere le esigenze, a rilevare le zone verdi, a fotografare i marciapiedi, a valutare le alberature, i luoghi di aggregazione, l’illuminazione, i parcheggi, i trasporti, i sistemi di sicurezza  e molto altro.</p>
<p><strong>Da questi rilievi ne è sorto un documento utile p</strong>er capire bene la situazione e fare delle proposte costruttive.  Documento consegnato poi all’amministrazione per iniziare la valutazione delle necessità, delle esigenze e delle possibilità. All’inizio del 2020, il sindaco Sergio Giordani assieme al vice sindaco Micalizzi e al consigliere  Tiso, hanno incontrato Diego Tono, residente a Granze e coordinatore del “Comitato Cittadini di Granze” assieme ad alcuni altri cittadini. Un Comitato, quello di Granze, decisamente propositivo che cerca il bene del proprio del territorio e non si limita alla sterile e poco costruttiva lamentela.</p>
<p><strong>Lo stesso Coordinatore Tono</strong> afferma: “Si incominciano a vedere i  frutti di quanto seminato dal “Comitato Cittadini di Granze”.  Un gruppo di persone che discute dei problemi del Rione per poi presentarli nelle sedi opportune. Nei giorni scorsi sono stati installati, al capolinea dell’autobus, i punti luce da tanto richiesti. Nei prossimi mesi grazie, al lavoro di squadra con l&#8217;amministrazione, tante altre risposte alle richieste del rione verranno dati. Tutto a beneficio dei nostri cittadini che da anni attendevano: Telecamere, Marciapiedi, la sistemazione di parte del parco a ridosso della zona industriale. Segno evidente che nulla si fa da soli ma tutto si può insieme”.</p>
<p><strong>Quindi, conclude Tiso</strong>, nulla è lasciato al caso ma al lavoro costante e sinergico tra chi, come il “Comitato Cittadini di Granze” che cerca il bene del proprio territorio e l’amministrazione che, in costante confronto, dà delle risposte. A breve, molte ulteriori richieste saranno realizzate rendendo migliore e più sicuro il territorio di Granze.</p>
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		<title>QUARTIERI: vita nuova con i cittadini</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jun 2017 18:10:18 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">utte le coalizioni che si oppongono a Bitonci affermano, qualora vincessero le elezioni, di ripristinare i quartieri, o comunque un organismo, che sia vicino ai cittadini. L’abbandono che hanno vissuto i quartieri in questi ultimi anni, dice il disinteresse verso le periferie, la mancanza assoluta di progettualità e di visione, il silenzio assoluto dell’amministrazione, nel proporre qualcosa di significativo per le migliaia di cittadini che abitano le periferie.  Credo che la proposta di Giordani e del Partito Democratico, abbia la forza dell’esperienza,  della conoscenza e della presenza da anni sul territorio e, naturalmente della grande sensibilità verso la partecipazione.</p>
<p><a class="highslide img_2" href="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2017/05/DSC0005.jpg" onclick="return hs.expand(this)"><img class="size-thumbnail wp-image-2944" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2017/05/DSC0005-150x150.jpg" alt="(c) giorgio boato. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresen" width="150" height="150" /></a></p>
<p>A questo, credo opportunoaggiungere che, i quartieri, dovranno essere protagonisti da subito. I cittadini non possono più essere appesi all’incaricato di turno per la contumelia di lamentele, ma protagonisti. Come? Molte città già lo fanno e credo possa essere un valore aggiunto alla partecipazione dei padovani alla vita pubblica, alla trasformazione e al miglioramento del loro territorio e della città. L’elemento fondamentale è che cittadini comuni, associazioni, commercianti, parrocchie, hanno la possibilità di costruire dei progetti. Progetti che dovranno seguire determinati criteri.</p>
<p style="text-align: justify;">Cultura, verde, parchi, sport, saranno gli argomenti su cui presentare i progetti. Ci saranno delle somme massime di spesa con un tetto stabilito per quartiere dall’amministrazione. I progetti concorreranno e verranno sottoposti alla valutazione dei cittadini, on line o cartaceo. Bisognerà “cercare i voti”.  Il progetto vincente, verrà sottoposto alla valutazione dei tecnici prima di iniziarne l’esecuzione. Il vincitore avrà la precedenza sull&#8217;esecuzione. Ma gli altri verranno eseguiti fino ad esaurimento della somma stabilita.  Il protagonismo dei cittadini diventa fondamentale, gratuito e rende viva la comunità. Non grandi progetti, ma piccoli e importanti proposte che possono rendere più vitale i quartieri. Ricostruire il tessuto delle relazioni, farà rinascere i territori.  Quindi non solo un’attesa passiva della soluzione del proprio problema, ma la vitalità che ridona speranza alle famiglie e a tutti coloro che abitano il quartiere. Senza relazioni la città muore.</p>
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		<title>PRAGLIA 26 SETTEMBRE &#8211; Partito Democartico: Speranza e cambiamento</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Sep 2015 14:33:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Ringrazio per la giornata positiva e propositiva che può dare nuova fiducia al nostro partito per il suo futuro. Spero che da lunedì si possa ragionare per dare gambe alle</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Ringrazio per la giornata positiva e propositiva che può dare nuova fiducia al nostro partito per il suo futuro. Spero che da lunedì si possa ragionare per dare gambe alle idee e alle proposte che oggi sono emerse. Noi siamo persone propositive e non solo organizzative, abbiamo molte risorse e siamo i<a class="highslide img_4" href="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2015/09/praglia.jpg" onclick="return hs.expand(this)"><img class="alignleft size-full wp-image-1950" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2015/09/praglia.jpg" alt="praglia" width="298" height="169" /></a>n grado di chiarire la direzione, l&#8217;importante è che non si continui a sopravvivere con equilibri instabili e poca visione di futuro. E se siamo oggi a Praglia vogliamo dimostrarlo e dirlo con forza.</p>
<p>La domanda è <strong><u>che partito vogliamo e quale futuro cerchiamo per il nostro partito</u></strong>, soprattutto veneto, e quale rivoluzione, perché di questa si avrebbe bisogno,  vogliamo e se la vogliamo traducendola in cambiamento vero.</p>
<p>Nelle discussioni, sui giornali, nelle direzioni e in tutti i luoghi di partito sembra quasi che la <strong><u>devastante sconfitta di maggio </u></strong>si sia assopita e tutto, o quasi, possa continuare come prima con il motto “abbiamo perso insieme, vinceremo insieme”. Una sconfitta che, penso non ci siano dubbi, è andata oltre l’immaginabile e i numeri parlano chiaro: <strong><u>è </u></strong><strong><u>stata una umiliazione</u></strong>.   Ma ora il  silenzio è pesante.</p>
<p><strong><u>Le domande sono: dove vogliamo andare? Che cosa dobbiamo fare? E soprattutto: con chi e come bisogna iniziare a farlo</u></strong>? Si consumano feste, dibattiti ma non si arriva, o non si vuole, concludere con una decisione che faccia ripensare questo partito malandato con le ferite ancora aperte. Non dobbiamo scordarci che il gradimento verso i partiti è fermo da un pezzo al 3% e il PD non ne è escluso. <strong><u>Lo stesso PD veneto e padovano,  </u></strong><strong><u>è </u></strong><strong><u>in una fase di pesante stanca,</u></strong> non possiamo negarlo. Probabilmente il malessere è profondo e arriva da prima delle sconfitte messe in fila in questi due anni: Padova, Regione, Venezia, Rovigo. Ma non possiamo abbandonarci a sconforto.</p>
<p>Le cariche regionali, provinciali e locali sono frutto di <strong><u>un accordo unitario</u></strong> per il bene di simpatizzanti ed elettori e per tentare una difficile compattezza tra i vari pensieri o le varie componenti. <strong><u>Mi chiedo e chiedo a tutti voi: dov&#8217;</u></strong><strong><u>è</u></strong><strong><u> finita, se mai è </u></strong><strong><u>iniziata, l’</u></strong><strong><u>unità </u></strong><strong><u>del partito? Credo sia uno degli elementi della sconfitto.</u></strong> Lo vediamo a livello parlamentare dove è faticoso, molto faticoso il dialogo tra la storia e il presente e si trovano accordi difficili, importanti ma di scarso intesse per gli elettori. (In questo caso parlo della riforma del senato e della designazione del candidato al senato tra i consiglieri regionali).</p>
<p>Forse sta nel  segretario e nel vice regionale indicati dai risultati di un  congresso fittizio? Forse nella direzione provinciale padovana o in quella cittadina?   Qui nulla cambia perché o nulla si vuole cambiare o forse perché non è conveniente cambiare. Anche se, naturalmente, gli annunci di andare oltre i congressi, maggioranze e minoranze , si sprecano.</p>
<p><strong>La <u>responsabilit</u><u>à</u></strong> costa, ma è l’elemento fondamentale per la <strong><u>credibilit</u></strong><strong><u>à</u></strong>, anzi, per la nuova credibilità e la rigenerazione del partito.</p>
<p>Spero poi che qua dentro non si dica che il PD si fonda solo sui militanti, i tesserati perché vorrebbe dire non capire da che parte sta tirando il vento della storia. <strong><u>Qui si ha bisogno di tut</u></strong>ti, porte spalancate. Idee e proposte e non chiusure perché il partito non è un&#8217;associazione sui generis, ma aspira a governare. E lo sappiamo: molti ci votano ma mai si farebbero la tessera e per governare non bastano gli iscritti.</p>
<p><strong><u>Ora i buoi sono scappati </u></strong>e noi   dentro il PD a guardarci attorno e capire se qualcuno fa la prima mossa, un po’ come l’ultimo pasticcino lasciato sul tavolo. E tutto mentre non diciamo nulla, dico nulla sul futuro di questa regione, di questa città perché il cambiamento e la proposta si costruisce facendo. <strong>Una pesante sterilit</strong><strong>à  </strong><strong>propositiva e direi anche di passione politica.</strong></p>
<p><strong>Forse non sappiamo cosa dire? Io credo di no</strong>. Manca però un’apertura vera, dinamica, affidata a persone che hanno o che creano  relazioni  con il mondo che rappresentiamo, con i nostri elettori e non, con il territorio, con le categorie economiche, con l&#8217;Università, con le istituzioni religiose, che sanno confrontarsi , che mettono in campo proposte nuove e innovative. <strong><u>In sostanza si deve far politica</u></strong>. Altrimenti che serve avere delle segreterie? Solo per accordi di facciata, finto-unitario che poi, ad ogni momento in cui si deve esercitare un potere, una pressione, vengono messi in soffitta?  Governando secondo uno sistema che apparteneva ad altre tradizioni, rispettabili ma rispetto alle quali bisogna passa oltre.</p>
<p><strong><u>Io non so se rinascerà </u></strong><strong><u>un partito unitario</u></strong>. Spero nasca o rinasca il Partito Democratico;  credo  ci voglia un <strong>partito delle idee e delle proposte</strong>. Credo che si possa uscire dallo stallo, fuori dalle contumelie e dalle scelte  troppo affrettate che anche per questa regione sono state fatte. Dobbiamo chiedere con forza un <strong>partito federato</strong> che sia un partito per il Veneto perché i veneti penso abbiano capacità e competenze per scegliere candidati e gestire campagne elettorali   anche oltre uno spin doctor messo là per gestire una sconfitta annunciata. Dobbiamo partire da oggi, da questa giornata, da noi tutti. Dobbiamo continuare, insieme ma penso sia il momento che il <strong><u>tavolo cambi giocatori p</u></strong>erché abbiamo perso troppe partite.  Propongo pertanto:</p>
<ul>
<li>che si vada al congresso per tutti i livelli del PD veneto, dal segretario regionale  fino ai segretari di circolo dove si dove no valutare non le provenienze storiche ma le proposte per il futuro.</li>
</ul>
<ul>
<li>Che il congresso possa essere aperto a iscritti, simpatizzanti ed elettori. Non a caso Matteo Renzi ha detto che il 2&#215;1000 è stato assegnato al PD da 500.000 persone, molte di più degli iscritti. Con regole certe da decidere</li>
<li>Riconoscere che il PD non è né liquido né gassoso, ma ha l&#8217;aspirazione a tornare a governare questa regione e le sue città e per governare ha bisogno di tutti. Per questo penso che il congresso debba essere aperto.</li>
</ul>
<p>Spero che la rigenerazione sia sostenuta dalla rinnovata volontà di pensare alla concretezza delle idee, e andare oltre il presente, facendo memoria del passato e protesi verso il futuro per raggiungere la meta (san Paolo). Credo che ne saremo capaci a partire anche da oggi.</p>
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