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	<title>NEREO TISO &#187; padova</title>
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		<title>Via Tommaseo: grazie alla Polizia ma le cucine popolari non c&#8217;entrano.</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Nov 2024 08:59:38 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il grave episodio dell’altro giorno in via Tommaseo con aggressione e lesioni a degli agenti di Polizia ha fatto scattare immediatamente la polemica. Nessuno nega che ci siano luoghi in cui possono concentrarsi situazioni più pericolose, in cui personaggi si ritrovano con più frequenza speso bivaccano, ma “non esistono zone franche in città” come dice il Questore. Credo giusta l’attenzione e la preoccupazione dei residenti in zona che si trovano a dover scansare con fatica le persone che si trovano sotto il portico di via Tommaseo e credo altresì che il lavoro e la presenza delle Forze dell’Ordine sia costante e preventivo.</p>
<p>Anche se qualcuno non lo vuole riconoscere. Ma i numeri ci sono per la stazione e parlano chiaro. Nel 2024, fine ad ottobre, sono stati fatti 7100 controlli. La sicurezza è una priorità per la nostra città e l’impegno di chi si occupa di ordine pubblico è continuo. Un lavoro difficile con forze scarse, numeri appena sufficienti per garantire il lavoro quotidiano per presidiare la città non solo in via Tommaseo. Poi pensare alle cucine popolari come una delle cause di ciò che succede è la mistificazione della realtà. Mistificazione che abbiamo, purtroppo, già conosciuto. Si vogliono spostare come chiede qualcuno? Un gran bel gesto verso le cucine popolari.</p>
<p>Ma, se si ritengono, oltre che un’opera di carità e sostegno a chi ha meno anche un presidio sociale e di aiuto alla città e alle persone in difficoltà, si comincino a mettere sul piatto risorse importanti. Lo dico al sottosegretario Ostellari che qualche cordone della borsa lo può allargare. Le polemiche e la propaganda non risolvono nulla e lasciano il tempo che trovano. Voler le dimissioni dell’ass. Bonavina fa parte del lavoro della minoranza. Di chi si è sempre seduto su quei banchi e di chi si è aggiunto di recente. Al sindaco e alle forze dell’ordine il compito di presidiare la città e cercare insieme la soluzione dei problemi. Più agenti, tempi più rapidi per la nuova Questura e per la nuova stazione ferroviaria. Controlli dei locali, presidi, controlli delle<br />
persone e identificazioni, arresti, e via dicendo sono frutto del coordinamento giornaliero tra il comune e tutte le forze dell’ordine. Oltre alla tra<a href="http://www.nereotiso.eu/via-tommaseo-grazie-alla-polizia-ma-le-cucine-popolari-non-centrano/via-niccola%cc%83%c2%b2-tommaseo-cucine-popolari-2/" rel="attachment wp-att-4474"><img class="size-medium wp-image-4474 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2024/11/via-niccolÃ²-tommaseo-cucine-popolari-2-300x169.jpg" alt="via niccolÃ² tommaseo cucine popolari-2" width="300" height="169" /></a>sformazione di molti siti che hanno allontanato il degrado e resa migliore la Città come, ad esempio piazza De Gasperi. Si può sempre fare di più e meglio al di là delle polemiche.</p>
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		<title>L’Ex Prandina diventerà il parco delle Mura San Benedetto</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jul 2024 07:35:02 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri un sopralluogo alla ex caserma Prandina di due commissioni consiliari assieme al vice sindaco Andrea Micalizzi e ai tecnici del Comune, ci ha mostrato una realtà che difficilmente si può cogliere  solo su documenti e progetti. Lo spazio immenso, le grandi possibilità, le novità che si vedono e si rendono chiare nel passeggiare ora in mezzo a sterpaglie e edifici crollati o, comunque, diroccati. Abbattere le mura e gli edifici lungo via Orsini che verrà chiusa e diventerà un’area verde attigua alle mura, la rivisitazione e la ristrutturazione degli antichi bastioni, il rifacimento di vecchi edifici vincolati per inserire proposte culturali e sociali, un grande parco lungo il quale passeggiare e giocare, uno spazio alberato dedicato a parcheggio, dà l’idea immediata di una di città che non lascia nulla all’improvvisazione e si muove nel segno della sostenibilità.</p>
<p>Il confronto con i cittadini, le associazioni di categoria e con chi aveva l’interesse perché quell’angolo di città venisse riqualificato, <img class=" size-medium wp-image-4393 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2024/07/Schermata-2024-07-04-alle-09.29.02-224x300.png" alt="Schermata 2024-07-04 alle 09.29.02" width="224" height="300" />ha portato a risultati straordinari. Una porta aperta per l’ingresso alla città da ovest, completamente rinnovato e riqualificato, uno spazio per cittadini residenti e turisti che vorranno vivere momenti di tranquillità in mezzo al verde. Non si vedrà più una vecchia caserma abbandonata, invasa da piante e arbusti casuali che negli anni si sono accumulati sopra superfici di asfalto e cemento, ma un luogo da vivere e abitare. O da utilizzare per entrare in città passeggiando attraverso il cortile dell’ex monastero delle Monache Visitandine verso il centro. A novembre il progetto esecutivo e l’anno prossimo l’inizio dei lavori per la realizzazione dei primi slot già finanziati.</p>
<p>Prima dell’abbattimento dei manufatti non vincolati e inutilizzabili, la costruzione del parcheggio boschivo che spetterà, sia nella gestione che nella realizzazione ad APS Holding, alla bonifica del terreno, alla depavimentazione e alla realizzazione di strutture da utilizzare, alla costruzione di piste ciclabili, ci vogliono i tempi necessari perché tutto possa avere inizio. Un polmone verde che è stato ceduto dal Demanio in cambio dell’area sulla quale sorgevano le palazzine di Via Anelli e dove ora si costruirà la nuova Questura di Padova. Migliaia di metri quadrati completamente rivisitati e rigenerati da proposte e progetti condivisi ora utilizzati solo in una piccola parte all’ingresso di Corso Milano. Un’opera che rimarrà nel tempo e che migliorerà la città e la vita dei suoi cittadini. La nuova area rigenerata si chiamerà Parco delle mura San Benedetto per ricordare gli insediamenti benedettini presenti in parte del quadrante.</p>
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		<title>Musei a Padova, il futuro è domani.</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2024 09:29:05 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Sono passati quaranta anni da quando il museo civico è stato trasferito dal Santo all’attuale sede degli Eremitani. Nel bellissimo complesso conventuale, che ha subito diversi rimaneggiamenti soprattutto dopo la sua parziale distruzione dovuta al bombardamento della seconda guerra mondiale, il museo ha trovato dignità e bellezza. Negli anni i miglioramenti sia dal punto di vista della logistica che espositivi, hanno rigenerato e riammodernato il Museo civico offrendo nuovi percorsi diversificati e rappresentativi, nuove opportunità  e inserimenti di pregio storico-artistico mettendo sempre più in luce le sue particolarità e le sue unicità.</p>
<p>Ma i soli ritocchi, seppur positivi, hanno fatto il loro tempo ed è evidente e necessario un salto di novità e qualità. Soprattutto perché le esigenze dei visitatori sono cambiate. Il numero è in continuo aumento, sono cambiati generalmente i modi in cui si visitano e, oltre all’attenzion<img class=" size-medium wp-image-4380 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2024/05/Schermata-2024-05-23-alle-11.26.56-300x248.png" alt="Schermata 2024-05-23 alle 11.26.56" width="300" height="248" />e e l’emozione dei più, spesso si aggiungono anche la preparazione e lo studio. Se il nostro museo, o il nostro sistema museale, vuole essere all’avanguardia e continuare a raccogliere il  riconoscimento di uno dei più importanti musei in Italia,  non può più aspettare.  L’Urbs Picta ha segnato uno spartiacque tra il prima e il dopo e accogliere migliaia di visitatori, oltre ad aumentare e rinnovare le proposte,  richiede che i servizi, la riorganizzazione espositiva, il collegamento tra le varie sedi, la presenza e la versatilità di nuove aree per mostre temporanee, la comunicazione sempre più necessaria, rapida ed evoluta, la sempre più esigente didattica museale, abbiano l’attenzione dovuta.</p>
<p>Pensiamo all’inderogabile eliminazione delle barriere architettoniche, alla revisione degli impianti ora poco funzionali al risparmio energetico. Bisogna risolvere il pesante problema dell’ingresso del museo già progettato dall’arch. Franco Albini negli anni ’60 e approvato nel ’73 dal Ministero. Albini aveva pensato alla ricostruzione dell’edificio neogotico demolito negli anni ‘60 che, secondo lui, avrebbe  “ricreato la giusta prospettiva per una corretta lettura della chiesa degli eremitani”. Progetto mai realizzato così come non è mai stato completato lo stesso museo. Una “architettura incompiuta” scrive la d.ssa Francesca Veronese, direttrice dei musei, con la cronica mancanza di spazi con la difficile cogestione espositiva. Ricordiamo la relativamente recente proposta della copertura in vetro del chiostro,  poi stralciata, che potrebbe essere utile per recuperare ulteriori e necessari ambienti.</p>
<p>E così l’accoglienza degli stessi visitatori che avrebbe potuto essere valorizzata con un “ingresso monumentale” come scriveva Albini e  che ora è relegata in superfici anguste e non all’altezza. Il miglioramento dello shop e della sua offerta,  la preparazione degli operatori che devono essere sempre più adeguati ad una presenza attiva anche con una competenza linguistica con almeno la lingua inglese veicolare, in linea con le richieste dei turisti  che arrivano da ogni parte del pianeta. L’offerta museale ha le sue esigenze e la nostra città è all’altezza per poterle soddisfare. E se si tratta di offerta museale complessiva, pubblica e privata, lo sguardo deve essere rivolto a tutti i musei per farli dialogare tra di loro. Meglio sarebbe non seguire  strade faticose e autonome con risultati importanti ma che potrebbero migliorare con il continuo, reciproco e propositivi confronto tra tutti.</p>
<p>Tutto ciò ha bisogno di un ripensamento per ridare ordine, sviluppo e sempre maggiore credibilità oltre che duttilità. I musei padovani hanno la loro dignità riconosciuta a livello universale che non si può perdere in una estenuante attesa di ciò di cui c’è necessità. In città ci sono professionisti che, assieme all’amministrazione, sono sicuramente in grado di occuparsene senza perdere ulteriore tempo. E ci sono anche  operatori economici che hanno a cuore le bellezze della propria città e sanno come supportare i grandi cambiamenti di cui la cultura padovana ha bisogno.</p>
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		<title>La Fiera si rinnova con progetti e risultati</title>
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		<pubDate>Fri, 05 May 2023 06:58:58 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Due anni di pandemia non sono stati facili per nessuno. Nemmeno per la Fiera Padova. Dopo le scelte fatte da parte dei soci, Comune e Camera di Commercio,  di investire sul nuovo futuro della Fiera attraverso un piano industriale di vero cambiamento, si iniziano a vedere i risultati. Naturalmente, il tempo per riuscire a trasformare l’impresa di via Tommaseo e ridare il meritato posto che le spetta in città e non solo,  non è e non sarà nell’immediato. Comunque, scelte, risultati e pianificazioni cominciano a dare i frutti attesi dalla pianificazione. Nonostante si sia scelto di rinunciare a grandi manifestazioni come Auto e Moto d’Epoca, la Fiera continua ad acquisire marchi, cioè manifestazioni, che vanno a coprire, non solo la mancanza di Auto d’Epoca, ma molte momenti dell’anno.</p>
<p>Ciò fa pensare, no ad una Fiera a scartamento ridotto, ma ad un ente che guarda in avanti. Ricordo, comunque, che le Fiere a livello italiano ed europeo, sono in difficoltà, almeno per quanto riguardo gli eventi espositivi. Quindi, si cerca di diversificare e dare vita agli spazi e ai tempi che spesso erano morti e difficilmente venivano riempiti. Qualche numero. Nei primi tre mesi del 2023, quattro   manifestazioni hanno visto una presenza complessiva di circa 84.000 visitatori. Dai 55.000 della mostra su Dinosau<img class=" size-medium wp-image-4141 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2021/07/IMG_6522-300x225.jpeg" alt="IMG_6522" width="300" height="225" />ri che chiuderà il 4 giugno; 18.000 per i due giorni di BeComics; 5000 per la mostra Felina;  4500 di Padova in Vino. Fino alla fine dell’anno ci saranno alle 14/15 manifestazioni. Praticamente più di due al mese, calcolando che per due mesi e mezzo sarà occupata dal Pride Village. Si sta lavorando per acquisire altre manifestazioni, collaborare con altre fiere, rinnovare le manifestazioni esistenti  che già hanno acquisito una certa immagine all’interno della Fiera.</p>
<p>A questo non si può non rilevare, come ha  già riferito il presidente Nicola Rossi, la determinante importanza del Centro Congressi. Nel 2023 i convegni porteranno complessivamente 60.000 persone che graviteranno sulla nostra città. Porteranno ricchezza per l’indotto: negozi, alberghi, musei ecc. Ma saranno anche un importante risorsa per la Fiera, sia di tipo economico, ma anche di prospettiva di crescita. Avere i convegni vuol dire portare innovazione in città, far sì che Padova sia centro di attenzione culturale e scientifico nel Veneto. Questo significa collaborazione con l’Università, con Confindustria, con enti che ritengono che qui a Padova, il Centro Congresso possa essere un polo straordinariamente attrattivo per i grandi convegni dove si presentano innovazioni, ricerca e risultati scientifici.  A fianco di tutto ciò, Padova Hall, continua la sua collaborazione con l’Università, avendo fatto entrare la facoltà di ingegneria con un suo padiglione dedicato. Si arriverà ad avere un’area food che potrà servire i convegnisti e, in modo diverso, gli studenti che gravitano attorno all’Università. Al Centro Congressi si affiancherà  un albergo che aiuterà a trattenere i convegnisti a Padova senza che questi si vedano costretti a trovare l’albergo fuori città.</p>
<p>La Fiera, quindi, sarà sempre più uno spazio aperto, uno spazio a disposizione dei padovani e non solo. Un altro riferimento della storia della città che si concretizza e si rinnova. Il lavoro che rimane è ancora molto a partire dagli investimenti per la realizzazione del piano industriale, al sostegno degli eventi fieristici già esistenti e al loro consolidamento, alla ricerca di nuovi eventi, all’implementazione del Centro Congressi. Mantenendo quell’equilibrio di bilancio che in questi anni ha visto Camera di Commercio e Comune di Padova collaborare evitando il tracollo dell’Ente.</p>
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		<title>Fiera di Padova: la città che avanza</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2023 08:51:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Il cammino degli ultimi anni per la nostra Fiera è stato complesso e tortuoso con momenti veramente difficili che accomunano tutte le fiere italiane ed europee. Di questo bisogna sempre</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il cammino degli ultimi anni per la nostra Fiera è stato complesso e tortuoso con momenti veramente difficili che accomunano tutte le fiere italiane ed europee. Di questo bisogna sempre tenerne conto perché le fiere come le abbiamo conosciute finora, non esistono più. Quindi tutte le città dove ci sono importanti sedi fieristiche storiche o meno, stanno ripensando il modo di utilizzare questi grandi complessi ridando loro nuova linfa, nuove prospettive con nuove opportunità per un mercato che necessita continuamente di rinnovamento.</p>
<p>Questo per evitare che rimangano grandi complessi come cattedrali nel deserto pensando che ritornino tempi ormai andati. A Padova, negli anni, si è voluto rispondere alle esigenze della città anche attraverso spinte che si ritenevano indispensabili per evitare di lasciare la Fiera in balia di se stessa. I soci, soprattutto Comune e Camera di Commercio, hanno prima chiamato GL Events, un player <img class=" size-medium wp-image-4141 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2021/07/IMG_6522-300x225.jpeg" alt="IMG_6522" width="300" height="225" />fieristico francese al quale è succeduto Geo, un’altra società di gestione di eventi fieristici. I risultati, data le croniche difficoltà, non sono stati per nulla lusinghieri, fino ad arrivare alla chiusura delle società di gestione degli eventi e della proprietà degli edifici facendo nascere PadovaHall. Rispondendo, da parte dei soci, con  l’immissione di  nuovo capitale e chiamando ad operare una nuova dirigenza.</p>
<p>Purtroppo la pandemia non ha aiutato con ulteriori difficoltà e perdite di esercizio in parte coperti dagli aiuti di stato.  Nel frattempo  è stato inaugurato il Centro Congressi gestito dalla stessa Fiera di Padova con grandi eventi prenotati fino al 2025. Una risorsa importante che porta convegnisti da tutto il mondo con un indotto non indifferente calcolando che ogni convegnista lascia in città mediamente 300 euro al giorno. La nuova società ha visto prima Luca Veronesi come direttore generale, che ha lavorato per far ripartire gli eventi fieristici e dare impulso alle nuove attività che andranno a convergere all’interno dell’area fieristica. Dall’Università, a enti di promozione aziendale, spazio Coworking, ad un Hotel per  convegnisti e non solo, ad uno Spazio Food per studenti e convegnisti , uno padiglione dedicato al Gaming per giochi elettronici , al futuro Padiglione della Musica e via dicendo.</p>
<p>La Fiera, quindi, non solo utilizzata per qualche grande evento all’anno, seppur importante,  com’era Auto d’Epoca, ma che opera continuativamente diventando un’area aperta alla città. O come si dice, la “quarta piazza” di Padova. Il direttore generale che recentemente si è dimesso, ha presentato a suo tempo un piano industriale per i prossimi anni molto incoraggiante con  uno sguardo ampio e di importante rinnovamento  della Fiera che non sarà, perché non potrà più esserlo, solo espositiva. Naturalmente gli spazi espositivi non verranno sminuiti tanto che si arriverà a 23 eventi l’anno, di fatto uno ogni 2 settimane circa. La Fiera offrirà, quindi, molto di più di ciò che ha offerto finora sapendo che è collocata in una città a trazione turistica, del terziario avanzato, dell’innovazione e  Universitaria. Collocata in una zona che vedrà una trasformazione radicale a partire dalla presenza del tram, al rinnovo della Stazione ferroviaria con l’alta velocità.</p>
<p>I manager passano ma la Fiera rimane. Ora, il presidente Nicola Rossi, sicuro esperto di Fiere, se ne occuperà fino alla nomina di un nuovo direttore generale. Credo che si debba riconoscere il grande lavoro fatto in questi anni da Comune e Camera di Commercio per evitare  che la Fiera di Padova rimanesse una inutile colata di cemento. La “nuova Fiera” diventerà una rappresentazione della nostra città. Una città che guarda avanti riconoscendo il suo straordinario passato.</p>
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