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	<title>NEREO TISO &#187; Zaia</title>
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	<description>Padova da vivere e condividere</description>
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		<title>Zaia: emergenza, ragione e responsabilità</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Feb 2020 16:25:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Zaia, prima mette in campo le armi del guerriero padano a difesa dei veneti, perché il coronavirus è la battaglia del secolo. Poi un cordone sanitario a difesa del popolo</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Zaia, prima mette in campo le armi del guerriero padano a difesa dei veneti, perché il coronavirus è la battaglia del secolo. Poi un cordone sanitario a difesa del popolo che lo vede come il salvatore dal nuovo male che infetta i veneti e viene dai cinesi. Poi, solo pochi giorni dopo, lo stesso popolo, non quello cinese, ma anche quello, comincia a capire che l&#8217;emergenza è sì emergenza ma non una guerra nucleare e si ribella.</p>
<p><a href="http://www.nereotiso.eu/zaia-in-difficolta/unnamed/" rel="attachment wp-att-3926"><img class=" size-medium wp-image-3926 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2020/02/unnamed-300x172.jpg" alt="unnamed" width="300" height="172" /></a>E il buon Zaia forse capisce: che le botteghe non vanno avanti se non si lavora e se qualcuno non compra, che se esco dall&#8217;Italia mi considerano un appestato, se vado al sud mi dicono di tornarmene a casa mia, i mie prodotti quelli del famoso &#8220;made in Italy&#8221;, molti non li vogliono perché hanno paura. E ancora che chiese, stadi, cinema, teatri, musei, fiere ecc. non sono solo possibili viatici di virus, ma importanti luoghi di relazione di cultura e di economia, che isolarsi è peggio che allarmarsi e che, alla fine, il virus ce l&#8217;avevamo in casa e non importato dall&#8217;Africa. E che le scuole vanno aperte perché continuare la quarantena per loro significherebbe difficoltà dell&#8217;anno scolastico, disagi delle famiglie.</p>
<p>E ancora che i tamponi a tutti ha significato esagerazione non sicurezza, ha creato panico e non tranquillità con il 5% positivi. Zaia, forse ha capito e quindi, cosa fa: scarica le colpe su governo, stampa e, sulla sempre poco amata Europa. L&#8217;emergenza va bene e quindi: il controllo sanitario, le scelte draconiane, la ricerca, ma ora è giunta l&#8217;ora di fare altre scelte. Mettere sotto controllo il virus, e ridare gambe proprio ai veneti.</p>
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		<title>Ospedale: anni buttati via per le bizze leghiste. No ai ricatti elettorali</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Dec 2017 16:56:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Sappiamo quanta strada in giro per Padova abbia fatto il povero futuro nuovo ospedale dopo la proposta a Padova ovest. Sito su cui si era trovata la quadra di tutti</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Sappiamo quanta strada in giro per Padova abbia fatto il povero futuro nuovo ospedale dopo la proposta a Padova ovest. Sito su cui si era trovata la quadra di tutti gli attori istituzionali con un accordo di programma sottoscritto nel 2013 dallo stesso governatore Zaia per la Regione, dal Comune di Padova, Università, Azienda ospedaliera, Provincia e molti Comuni, dopo un lungo lavoro di tessitura e di dialogo a suo tempo curato dal Comune retto dal centrosinistra.</p>
<p><a class="highslide img_2" href="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2015/10/IMG_0617.jpg" onclick="return hs.expand(this)"><img class=" size-thumbnail wp-image-2009 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2015/10/IMG_0617-150x150.jpg" alt="IMG_0617" width="150" height="150" /></a>Ma le situazioni cambiano e con l’arrivo nel 2014 del sindaco leghista, lo stesso Zaia, ricordiamo, ha stralciato senza battere ciglio l’accordo su Padova Ovest per accontentare Bitonci che non voleva l’ospedale lì, forse per non fare un torto all’ospedale della sua troppo vicina Cittadella (abbiamo visto che le motivazioni del rischio idrogeologico non erano vere).</p>
<p>A fronte dell&#8217;apertura di un dialogo tra istituzioni promosso dal neo sindaco Giordani per trovare una soluzione praticabile ora ritorna il ricatto leghista che mette in discussione un lecito pagamento del valore delle aree di Padova est di proprietà comunale. Non vorremmo che ancora una volta sulla partita ospedale entrassero logiche pre-elettorali in questo caso per soggetti pronti a lanciarsi alle prossime politiche e raccogliere facili consensi dopo la sconfitta a Padova.</p>
<p>La battaglia è tutta in salsa leghista ed è finalizzata a coprire le scelte a suo tempo operate da Bitonci. Bitonci e Zaia ora cercano di allinearsi per mettere sotto scacco il sindaco di Padova. Tutto un gioco politico contro i padovani e il futuro dell’eccellenza della sanità padovana. Non sono certo i circa 20 milioni di euro per i terreni di Padova est, o una permuta o un corrispettivo in opere a terrorizzare il governatore Zaia, visto che ha pagato i terreni sui quali sono costruiti altri nuovi ospedali veneti come Mestre e Schiavonia pagati, naturalmente, anche con i soldi dei padovani.</p>
<p>E poi, l’incredibile minaccia di confisca dei terreni di Padova est di proprietà del Comune. Per Zaia è il continuo tentativo di far uscire dal totale oblio l’ex sindaco Bitonci, prima, forse, che questo approdi in Parlamento. Noi crediamo che la determinazione del sindaco Giordani di arrivare a conclusione del percorso per il bene di Padova, dovrà continuare ad essere lineare e convinta, senza mostrare cedimenti nei confronti di chi sta tergiversando nonostante ci siano i tecnici che fanno delle proposte sensate. Ormai il tempo delle inutili ripicche ideologiche e delle divagazioni è terminato. La città chiede di trovare immediatamente una soluzione sull’annosa questione dell’ospedale. Se non si troverà a breve una soluzione, la responsabilità ricadrà solo su Zaia, che, per motivi tutti leghisti, non ha voluto/saputo trovare la soluzione migliore per Padova. E nel frattempo perdiamo qualità ed opportunità di valorizzare la nostra eccellenza sanitaria a favore di altre strutture venete verso cui sono stati canalizzati lauti finanziamenti dalla Regione.</p>
<p>Gianni Berno e Nereo Tiso consiglieri comunali Gruppo PD</p>
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		<title>Zaia-Bitonci: scontro tra finti imperatori in un letto d’ospedale</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2016 16:23:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>L’altro giorno il Corriere riportava di una importante tirata d’orecchi da parte del governatore Zaia al sindaco di Padova Bitonci. Motivo? L’ospedale. Anzi, il continuo  fare e disfare la tela</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’altro giorno il Corriere riportava di una importante tirata d’orecchi da parte del governatore Zaia al sindaco di Padova Bitonci</strong>. Motivo? L’ospedale. Anzi, il continuo  fare e disfare la tela di penelope dell’area da assegnare a san Lazzaro. Molto, ai cittadini, deve ancora essere chiarito. Se si andasse a ritroso, le centinaia di articoli sulla stampa, le decine di annunci della posa della prima pietra, la trasformazione di parte dell’area in cubatura per grattacieli, l’assegnazione di parte dell’area a 1 euro al metro quadrato per poi avere in cambio cubatura; e poi percentuali di assegnazioni sbagliate, ricorsi di Finanza e Progetti che è ferma a Padova Ovest col suo Projet Financing firmato dallo stesso Zaia con Ivo Rossi, allora sindaco di Padova. Infine, il <a class="highslide img_4" href="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2016/05/bit.jpg" onclick="return hs.expand(this)"><img class=" size-thumbnail wp-image-2300 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2016/05/bit-150x150.jpg" alt="bit" width="150" height="150" /></a>saltellare dell’ospedale in varie aree della città per poi ripiegare nell’area di San Lazzaro senza alcuna attenzione alle dichiarazioni di insigni docenti della nostra Università che confermavano gli importanti problemi idraulici dell’area. Sta di fatto che tutto è ancora fermo e chissà per quanto ancora. E non sarà certo una delibera votata dal consiglio a far smuovere la contorta questione.</p>
<p><strong>Ma credo che, a questo punto, il problema non sia più solo amministrativo, bensì e molto di più, politico</strong>. Forse c’è da ritenere che  tutti i sorrisi di circostanza davanti alle telecamere tra il governatore e il sindaco, non fossero altro che la necessaria fotografia di una realtà confusa. E ciò nonostante le dichiarazione del direttore della USL che ritiene non più procastinabile la costruzione del nuovo ospedale. E ora i nodi arrivano al pettine. Forse la sfuriata di Zaia nasce per rimettere in posizione l’emergente alleato cittadellese che ha cercato riparo dietro l’approvazione di una “rapida”  variante all’area del possibile ospedale?  Forse lo stesso governatore è sul chi va là per la gestione del potere politico in Veneto, ma non solo, per riuscire a scaricare, nella regione della Serenissima, l’ormai esausto Salvini? Il futuro della Lega e del paese è domani, e le prossime amministrative saranno una gara tra Veneti e Lombardi, ma anche tra Zaia e Bitonci? Messo da parte Tosi, la posta è molto alta e si giocherà tra i quattro della Padania: Salvini-Maroni, Zaia-Bitonci.</p>
<p><strong>Tra regioni ricche, allineate sulla Lega,</strong>ma anche tra un governatore e un sindaco che scalpita per evitare di essere politicamente emarginato. L’annuncio di Bitonci di  chiudere con la politica dopo il secondo mandato da sindaco a Padova (tutto da verificare, naturalmente!), fa parte di quelle butade alle quali non crede nemmeno lui. Sette anni in politica sono un’eternità. E forse questo scontro amministrativo sull’ospedale, mostra come l’obiettivo, probabilmente, sia  tutt’altro: Zaia vuole riaffermare la sua supremazia nei confronti dell’ingombrante sindaco che scalpita per un ruolo  di prestigio. Essere stato senatore o sindaco di Cittadella, con tutto il rispetto, non ha lo stesso peso politico di essere governatore di una grande regione come il Veneto e prima essere stato ministro. A questo punto, qual è la posta? La posta più alta naturalmente è chi sarà il competitor di Renzi alle elezioni politiche che molti leghisti sperano per il 2018, dopo aver messo da parte il referendum istituzionale.</p>
<p><strong>Probabilmente Salvini è il meno commestibile all’elettorato</strong> e agli alleati di centro-destra ormai alleati a corrente alternata e in fase di dissoluzione. Forse Zaia potrebbe essere più presentabile per poter “rappresentare”, finalmente ad alti livelli i veneti spesso messi ai margini dalla politica che conta, nonostante ci sia ancora la ricerca di una, seppur strana e poco credibile, indipendenza. O forse Maroni potrebbe ambire a tanto vista la sua esperienza? Il rischio è che Bitonci rimanga con il cerino in mano, stritolato tra queste forti personalità padane,  ad urlare contro i profughi davanti alla caserma Prandina. Magari seduto a guardare il treno della politica passare velocemente anche in regione Veneto se emergerà qualcuno calato dall’alto per evitare fughe in avanti dello stesso sindaco. Nella sede regionale i leghisti si sono già presi a pugni, speriamo che la prossima volta siano sberle politiche, ma sta di fatto che l’assenza di potere logora. e la sua conquista rianima. Intanto, in mezzo a tutto questo meccanismo padano, l’ospedale    langue, la sanità padovana è in difficoltà, mentre i due padano-veneti, cercano la mossa vincente. La prima l’ha fatta Zaia, ora vedremo.   Ancora una volta a rimetterci, siamo noi.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Profughi: Zaia assente</title>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2015 11:06:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Quando nel luglio del 2014 il presidente Zaia, nella conferenza Stato-Regioni, firma l&#8217;accordo per affrontare l&#8217;emergenza sbarchi, offrendo la disponibilità per accogliere 3.700 profughi in Veneto, evidente si era assopito</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Quando nel luglio del 2014 il presidente Zaia, nella conferenza Stato-Regioni, firma l&#8217;accordo per affrontare l&#8217;emergenza sbarchi, offrendo la disponibilità per accogliere 3.700 profughi in Veneto, evidente si era assopito e non aveva chiaro cosa questo comportasse. Non ha avuto il coraggio di affrontare in maniera decisa la situazione e mandato avanti le seconde linee urlanti e provocatrici per poter dare una risposta usando la propaganda e quindi una non-risposta di fronte, tra l&#8217;altro, alla presenza di 2.400 persone sbarcate in Sici<a class="highslide img_6" href="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2015/04/prof.jpg" onclick="return hs.expand(this)"><img class="alignleft size-full wp-image-1797" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2015/04/prof.jpg" alt="prof" width="274" height="184" /></a>lia e arrivate in Veneto, molte meno rispetto a quelle previste. La domanda è, si chiede il vicesegretario del PD cittadino Tiso: &#8220;Come mai, di fronte ad una burocrazia borbonica che prevede oltre un anno per decidere chi ha diritto allo status di rifugiato, salvo ricorsi, non ha detto nulla? Cosa pensa Zaia del futuro di queste persone terminata l&#8217;emergenza? Come mai con l&#8217;assessore Donazzan non ha mai parlato di progetti per le scuole di formazione professionale che sono in capo alla Regione, necessari per affrontare e dare una risposta per il futuro di queste persone? Evidentemente, le urla di Salvini, la campagna elettorale, le manifestazioni dei commercianti, le provocazioni continue di Bitonci, gli sono bastate per stare zitto e per dire, ogni tanto, dei NO. L&#8217;ignavia della Regione potrà avere conseguenze pesantissime perché abbandonare le persone a loro stesse non può portare, per il futuro, nulla di buono. Le Istituzioni devono assumersi le loro responsabilità, conclude Tiso. Purtroppo, quando non si hanno proposte da fare e si aspetta solo il nemico sulle rive del Piave per cercare di respingerlo, questi sono i risultati.</p>
<p>o</p>
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