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	<title>NEREO TISO &#187; Via Francigena</title>
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		<title>Via Francigena: da Canterbury al Col du Saint Bernard</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Jul 2023 10:27:26 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Canterbury&#8230;.</p>
<p style="text-align: justify;">Iniziare un pelleg<img class=" size-medium wp-image-4312 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2023/07/FEC7AC96-1ADF-47EB-9CE4-68BDACF21E07_1_105_c-300x225.jpeg" alt="FEC7AC96-1ADF-47EB-9CE4-68BDACF21E07_1_105_c" width="300" height="225" />rinaggio così lungo lascia sempre qualche dubbio. Ma partire da dove questo monaco iniziò il suo percorso nel 990 e arrivare a Roma dal papa per avere il sigillo di vescovo, fa pensare e riflettere. Perché! Una strada impervia, rischiosa ma si va. Al suo ritorno Sigerico, ormai vescovo, segna tutti i luoghi dove si riposa e lascia questa traccia che è ancora conservata. Arriva a Canterbury, luogo di origine del suo percorso, in 79 giorni. La strada esisteva già ed era una strada carovaniera, dove passavano i mercanti. Dopo Sigerico cominciano a transitare anche i pellegrini che si recano alla tomba di Pietro o, proseguendo per la Puglia, anche a Gerusalemme. La via Francigena quindi, è uno dei grandi pellegrinaggi medievali come Santiago de Compostela. La parte italiana l’ho già percorsa ora cercherò di seguire la traccia che va da Canterbury al Colle del Gran San Bernardo. Vedremo! Naturalmente la farò in bicicletta.</p>
<p style="text-align: justify;">24 giugno, primo giorno</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.nereotiso.eu/via-francigena-da-canterbury-al-col-du-saint-bernard/img_1986/" rel="attachment wp-att-4315"><img class=" size-medium wp-image-4315 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2023/07/IMG_1986-300x225.jpeg" alt="IMG_1986" width="300" height="225" /></a>Parto da Venezia in aereo dopo aver preparato la bicicletta per caricarla. Ci è voluto tempo perché la bici deve arrivare integra altrimenti il viaggio finisce prima di iniziare. Arrivo Stansted, Londra, e lo scatolone della bici sembra integro. Vado   alla fermata dei bus In attesa di quello per Canterbury. C’è una ragazza che attende assieme a me: non ci faccio caso. Saliamo! Io e lei, unici nel bus. Si presenta: vengo da Padova, San Giorgio delle Pertiche. Com’è piccolo il mondo. Studia e lavora all&#8217;Università di Canterbury. La strada è lunga e si chiacchiera. Mi aiuterà nel montaggio della bici, nello smaltimento dei rifiuti, mi accompagnerà all’albergo. Una birra assieme e poi torna a casa, non lontano da Canterbury. Un incontro interessante di persone che, non sono fuggite, ma cercano di migliorarsi. Molto gentile. Si stupiva di vedere uno che parte da Canterbury in bici per arrivare a casa e la fa come pellegrinaggio. Lei è Serena! Il modo migliore per dire che il tempo dell’inizio ha avuto un momento di aiuto, di incontro. Il viaggio  è ben iniziato. Le persone gentili ci sono. Anche se riteniamo che non sia così e che tutti siano arrabbiati, abbiano qualcosa da lamentarsi. Non è così!</p>
<p style="text-align: justify;">25 giugno, Canterbury- Wisques km. 95</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo il timbro alla cattedrale di Canterbury si parte. La cattedrale è la più importante chiesa d’Inghilterra. Il vescovo di Canterbury è il primate della chiesa anglicana anche se il capo rimane il re. Fin dalla sua nascita con re Enrico Ottavo che voleva sbarazzarsi della moglie Caterina d&#8217;Aragona in quanto non riusciva a dargli eredi maschi, per sposare Anna Bolena. Il papa negò la separazione ed Enrico, per tutta risposta, fondò la chiesa Anglicana.  Per la cronaca Enrico VIII si sposò 6 volte. <a href="http://www.nereotiso.eu/via-francigena-da-canterbury-al-col-du-saint-bernard/img_2052/" rel="attachment wp-att-4317"><img class=" size-medium wp-image-4317 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2023/07/IMG_2052-225x300.jpeg" alt="IMG_2052" width="225" height="300" /></a>Fu padre di Elisabetta I. Qualche foto di rito al km. &#8220;0&#8221; della Francigena, e poi via lungo la via segnata: Pilgrims way. Subito dopo la cattedrale c’è la chiesa fondata da Sant’Agostino, andato per convertire i britannici. Lungo la campagna inglese, raggiungiamo il porto di Dover dopo una trentina di Km. Si attraversa la frontiera, si fa il biglietto per il ferry, e poi  attesa di un’ora per il traghetto. 1 ora e 30 di traversata. Le bici sono entrate a Dover per prime e uscite a Calais per ultime. Eravamo io e un ragazzo australiano che voleva andare in Svizzera. Attesa di altri 20 minuti perché un’auto del servizio portuale ci ha accompagnato fuori dal porto. Uscire in mezzo ai camion era pericoloso. Terra francese. Si parte attraversando Calais. Ancora si attende  la chiusura di un grande ponte mobile. Purtroppo i tempi si allungano. Chiamo i monaci Benedettini di Saint Paul a Wisques sperando di arrivare ad un’ora decente. Le monache sempre a Wisques non erano disponibile per quella sera. Qualche volta sbaglio strada finché un signore mi indica la via corretta. Sta di fatto che arrivo alle 21.15 abbastanza stanco. Un monaco mi aspetta fuori dal suo orario: a letto presto e sveglia alle 4.30. Mi danno una stanza, tutto è silenzio. Mangio qualcosa che mi avevano preparato e lasciato sul tavolo: pane, un pezzo di formaggio, una mela e due biscotti. Tutto monastico, tutto semplice. Un posto meraviglioso. . Ora riposo. A domani!</p>
<p style="text-align: justify;">26 giugno, Wisques- Arras km. 85</p>
<p style="text-align: justify;">Tappa dal significato importante. Partiti dal monastero,  visto anche il monastero benedettino femminile, si va. La giornata non è troppo calda, si pedala bene. Si arriva a Blair Saint Lazare e a quella zona della Francia dove ci furono, durante la prima guerra  mondiale, battaglie cruente. Mi fermo al memoriale, Madame de Lorete, la più grande necropoli di Francia. <a href="http://www.nereotiso.eu/via-francigena-da-canterbury-al-col-du-saint-bernard/img_2090-2/" rel="attachment wp-att-4318"><img class=" size-medium wp-image-4318 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2023/07/IMG_2090-2-300x225.jpeg" alt="IMG_2090 2" width="300" height="225" /></a>Sono 40.000 croci di soldati francesi. Un ordine straordinario dopo la morte. Davanti si trova un altro monumento. Una stele a semicerchio che contiene i nomi di 600.000 soldati morti in battaglia.  Nomi di soldati di diverse nazionalità in rigoroso ordine alfabetico. Lungo la strada ci sono moltissimi cimiteri di guerra costruiti dai vari paesi partecipanti. Un luogo che lascia senza fiato se si ha qualche idea di cosa voglia dire la guerra. Dopo qualche km. sono ad Arras. Città di 40.000 abitanti circa, con una piazza principale bellissima e un comune che sembra una cattedrale. Si dorme in una casa della diocesi di Arras. Cena con una specie di fonduta: buona. A domani.</p>
<p style="text-align: justify;">27 giugno, Arras-Seraucourt le Grand  km. 95</p>
<p style="text-align: justify;">Giornata di passaggio. Appena uscita da Arras, la campagna è maestosa. Colline perfettamente coltivate a perdita d’occhio e non si vede nessuno. Ogni tanto qualcuno che dispiega  grandi impianti di irrigazione. Si continuano vedere memoriali ai caduti della prima guerra mondiale. Si capisce perché fu mondiale: cechi, polacchi, canadesi, inglesi, francesi, tedeschi, sudafricani, paesi del Commonwealth. Tutti i cimiteri memoriali sono tenuti perfettamente, nulla è lasciato al caso e al degrado. Proprio nulla. Qualche deviazione per strade sbarrate. Per chilometri mi sono trovato da solo, ma dico solo, in <a href="http://www.nereotiso.eu/via-francigena-da-canterbury-al-col-du-saint-bernard/img_2137-2/" rel="attachment wp-att-4319"><img class=" size-medium wp-image-4319 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2023/07/IMG_2137-2-300x225.jpeg" alt="IMG_2137 2" width="300" height="225" /></a>mezzo alla sterminata campagna. Un senso di solitudine, di libertà e  di serenità. Quando vedevo qualche auto, mi sembrava il caos. Penultima fermata per  oggi: Saint Quentin. Un luogo non nelle grandi mappe turistiche, ma che ha il suo fascino. Una bella piazza con un comune che sembra, come ad Arras,  una cattedrale, una bella cattedrale gotica. Dentro c’erano decine e decine di bambini delle classi primarie che provavano le loro voci. Strano nella cosiddetta Francia laica. La giornata termina a Seraoucourt le Grand, dove al campeggio trovo lo spazio dedicato ai pellegrini. La signora del campeggio mi dice che quasi ogni giorno passano Pellegrini a piedi. Questo è un luogo di incrocio di pellegrini tra chi va a Roma e chi a Compostela. A domani!</p>
<p style="text-align: justify;">28 giugno, Seraoucourt le grand-Reims km. 121</p>
<p style="text-align: justify;">Tappa lunga e complicata. Strade sbarrate, qualche breve tratto impraticabile l’hanno allungata. Comunque chilometri di solitudine, in mezzo al bosco e lungo i laghi. Due momenti: la cattedrale di Laon è quella di Reims. Quella di Laon si vede da <a href="http://www.nereotiso.eu/via-francigena-da-canterbury-al-col-du-saint-bernard/img_2202-2/" rel="attachment wp-att-4320"><img class=" size-medium wp-image-4320 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2023/07/IMG_2202-2-300x225.jpeg" alt="IMG_2202 2" width="300" height="225" /></a>lontano che domina la valle dalla collina. Quella di Reims è incredibile: emozionante. A Laon, in chiesa, oltre a me, altre 2/3 persone. Il gotico si vede, slanciato, pulito . E poi il silenzio, sì, ascoltare il silenzio. Meraviglia. Quella di Reims ha una storia particolare. Ha incoronato tutti i re di Francia a partire da Clodoveo, primo re cattolico fino al 1830 con l’ultimo , Luigi Filippo l. Davanti alla cattedrale, sul sagrato, ci sono due lapidi che ricordano il giorno simbolico della riconciliazione tra Francia e Germania dopo l&#8217;odio della guerra. Una abbraccio tra il gen De Gaulle e il cancelliere Konrad Adenauer nel 1962. Lungo la strada, ho trovato moltissimi cimiteri della prima guerra mondiale: francesi, inglesi, tedeschi, australiani. Infine, 10 km prima di Reims, ho incontrato Elodie che si stava facendo un giro in bici. Chiedo un&#8217;informazione e mi accompagna fin davanti alla cattedrale. Saluto e dico che sono in pellegrinaggio. Lei si chiede cosa fosse tutto questo. Dice che la Francia non crede più, non va più in chiesa, non ci sono battesimi, non ha alcun interesse per il cristianesimo. Fa la maestra, stanca di farlo dopo soli  7 anni. Pensa te! Vuole tornare da dove è venuta: la campagna e il suo  paesino. Dormo in un piccolo appartamento trovato su booking a 48 euro e a 200 mt. dalla Cattedrale. Dai, ci sempre la provvidenza visto che non avevo trovato nulla per il pellegrini. A domani!</p>
<p style="text-align: justify;">29 giugno Reims-Outines km. 115</p>
<p style="text-align: justify;">Ore 8 sono in Cattedrale e partecipo alla messa: 30 persone. Grandi cattedrali con turisti a visitare ma il motivo per cui sono state costruito in Francia, sembra sparito. Mi avvio per molti km. lungo la ciclovia della Marna. Io, la mia bici, il canale che scorre e nulla più. Qualche raro ciclista, qualche raro pescatore e camminatore. Entro in Chalon in Champagne e visito la splendida cattedrale. Molte vetrate del 1600 sono ancora intatte. Proprio belle. Rimango a lungo in silenzio in questa <a href="http://www.nereotiso.eu/via-francigena-da-canterbury-al-col-du-saint-bernard/img_2277/" rel="attachment wp-att-4322"><img class=" size-medium wp-image-4322 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2023/07/IMG_2277-300x225.jpeg" alt="IMG_2277" width="300" height="225" /></a>immensa chiesa. Solo solo. Prendo dell’acqua alla fontana e riparto. Esco dalla ciclabile e ritrovo la campagna ancora meravigliosa. Questa volta vigne di champagne all’infinito. In un paesino mi fermo alla boulangerie: avrei mangiato tutto. Mi fermo al classico croissant,  baguette ai cereali e biscotto. Si riparte verso Outines, la meta di oggi. Arrivo ad Outines e trovo un villaggio molto particolare con case costruite a secco con traversine di legno in mezzo ai muri.  Un po’ come nel medioevo. La chiesa ha una sua particolarità sia nella forma esterna sia in quella interna: completamente in legno. Cerco la chambre d’hôte (B&amp;B): località &#8220;Una casa in mezzo al nulla”. Proprio vero, in mezzo al nulla, ma posto splendido. C’è anche una signora belga in cammino. Sulla cinquantina, due figli grandi, separata, bancaria. Usa tutte le ferie e lo farà finché, a pezzi di cammino, non sarà arrivata a Roma. Dice che è talmente convinta e coinvolta che ad altre vacanze non pensa. Si chiede anche perché dato che non è molto credente. La fede non si vede.  Cena e poi ci si prepara per domani.</p>
<p style="text-align: justify;">30 giugno Outines-Blessonville km.95</p>
<p style="text-align: justify;">Parto come sempre verso le 8.30. Il tempo non promette nulla di buono ma la signora della Gite dice: pioggia a intermittenza. Campi sterminati ancora di vigne champagne, di girasoli dove qualcuno spunta con la testa dorata. Volevo andare all’abbazia Clervaux ma la deviazione era troppo lunga. Il navigatore mi indica una direzione che seguo. Ad un tratto attraverso un lungo sterrato  sterrato.  Questa volta è andata: forato! Va ben, fa parte del Pellegrinaggio. Smonto e <a href="http://www.nereotiso.eu/via-francigena-da-canterbury-al-col-du-saint-bernard/img_2313/" rel="attachment wp-att-4323"><img class=" size-medium wp-image-4323 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2023/07/IMG_2313-300x225.jpeg" alt="IMG_2313" width="300" height="225" /></a>rimonto la camera d’aria.  Un ragazzo lì vicino offre  il suo compressore  ma non va il beccuccio. Gonfio con la mia piccola pompa ma si sfila la valvola e si sgonfia. Una disdetta! Intanto esce la compagna del ragazzo che col ricevitore ascolta il pianto del bambino di 19 mesi. Quindi? Il ragazzo accompagna me e la bici da un rivenditore semplicemente per pomparla. Sembra ridicolo, ma è così. Compro una pompa funzionale a 6,85 euri e spero bene.  Credo che anche l’aiuto dall’alto sia fondamentale. Entrambi lavoravano per produrre lo Champagne: 1,8 mln di bottiglie all&#8217;anno. Vendemmia rigorosamente a mano per legge. Avevano già accolto in casa perché fuori diluviava dei pellegrini verso Santiago de Compostela. Parto, ho perso tempo e non arriverò alla  destinazione prevista. Sono per strada faccio qualche telefonata per l’alloggio riservato ai pellegrini: zero risposte. Passo attraverso un villaggio e vedo due signore. Di solito questi piccoli villaggi sono deserti.  Chiedo se c’è posto per Pellegrini in quel villaggio e subito mi indicano un luogo e mi danno il nome di in signore. Un posto perfetto, proprio Accueil des pelerins coordinata dall&#8217;ex sindaco di Blassonville, metropoli di 200 (numero corretto) abitanti. Il sindaco mi dice che anche lui ha avuto  i suoi problemi da risolvere. Quindi mi preparo la cena e si dorme.</p>
<p style="text-align: justify;">1 luglio Blessonville-Champlitte km. 84</p>
<p style="text-align: justify;">Giornata difficile: 85 km di pioggia. Ma si va. Parto non prima di aver visitato per qualche momento la chiesa del villaggio e rimanere in silenzio, da solo, per qualche minuto. Poi, mi si chiede un’intervista alla radio Cattolica nazionale. Difficile <a href="http://www.nereotiso.eu/via-francigena-da-canterbury-al-col-du-saint-bernard/img_2233-2/" rel="attachment wp-att-4321"><img class=" size-medium wp-image-4321 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2023/07/IMG_2233-2-300x225.jpeg" alt="IMG_2233 2" width="300" height="225" /></a>correre con la pioggia e l’impermeabile per evitare di imbrattarsi. Qualche volta smette ma per qualche istante. Vado a visitare Langres, città fortificata. Il navigatore mi fa fare una salita micidiale per entrare in città. Alla fine riesco ad uscire. Esce un po’ di sole e si vedono sotto il sole le rotoballe in mezzo ai campi dove la trebbiatura ha fatto il suo corso. Alla fine arrivò a Champlitte. Cerco inutilmente un posto per dormire-pellegrino come scritto nella guida. Nessuno risponde. Decido di andare in campeggio. Persone simpatiche. Timbro sulla credenziale del Pellegrino e cena al ristorante del camping. Prezzo iper modico. Intanto la pioggia va e viene anche quando monto la tenda. Speriamo bene in domani. Oggi è andata così. Però sempre bene.</p>
<p style="text-align: justify;">2 luglio, Champlitte-Shey-Maiziers km. 115</p>
<p style="text-align: justify;">Un lungo tratto. La giornata si è riscaldata rispetto a ieri. Non caldissimo e quindi, bene per correre in bici. Arrivo alla città di Besançon dopo essere passato tra innumerevoli boschi in perfetta solitudine. Si passa per il centro. Visito la cattedrale <img class=" size-medium wp-image-4324 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2023/07/IMG_2353-300x225.jpeg" alt="IMG_2353" width="300" height="225" />completamente solo.  Besançon mi mette in difficoltà quando devo uscire. Salite pazzesche mi fanno allungare la lingua ma si va. Mi fermo in un piccolo negozio dove compro acqua da bere, del formaggio. Alla fine trovo alloggio a Shey-Maiziers dai religiosi della congregazione di Nostra Signora de la Salette. Comunità di 6 religiosi, 1 francese, 4 malgasci e un polacco. Si occupano di 41 parrocchie, cioè piccoli villaggi. Ricordo che le chiese, in Francia, sono di proprietà dei comuni. Posto molto accogliente. Sembrava non ci fosse la cena, invece, nella credenza trovo pasta e sugo. Quanto basta. A domani. Iniziano le grandi salite.</p>
<p style="text-align: justify;">3 luglio, Shermin-Le Maziers &#8211; Orbe km. 93</p>
<p style="text-align: justify;">Colazione abbondante, visita alla chiesa, qualche minuto in silenzio da solo, e si parte. L’intenzione era di arrivare a Losanna, ma non è andata così. Pazienza! Fa parte degli inconvenienti, anche se sarà una giornata speciale. Passo per Ornans, la città del pittore Courbet. Pittore che dipinse “Il funerale”. A suo tempo venne criticata perché era troppo grande e perché non rendeva onore alla celebrazione. Ora si può ammirare al museo d’Orsay a Parigi. Il viaggio sarà lungo e faticoso. Salgo a 1000 <a href="http://www.nereotiso.eu/via-francigena-da-canterbury-al-col-du-saint-bernard/img_2399/" rel="attachment wp-att-4327"><img class=" size-medium wp-image-4327 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2023/07/IMG_2399-300x225.jpeg" alt="IMG_2399" width="300" height="225" /></a>metri lungo la via principale. Devo oltrepassare la frontiera tra la Francia e la  Svizzera e andare a Orbe. Il navigatore è impazzito, le persone mi danno indicazioni diverse .  Alla fine ascolto un ragazzo. Mi va dritta. Sono a Orbe e controllo se c’è da dormire a Losanna. I B&amp;B costano troppo e mi decido per il campeggio. Mentre sto cercando, due ragazzi con una bambina di pochi mesi nel passeggio  mi si avvicinano. Mi chiedono se possono aiutarmi. Si comincia a parlare e poi mi domandano di andare ospite a casa loro. Dopo qualche istante di titubanza, vado. Estrema accoglienza e semplicità. Loro  vanno in bicicletta anche in viaggi lunghi. Lei, Orelie,  anche da sola. Quest&#8217;anno vorrebbero andare a fare un giro anche con la bambina in un carrettino trainato dalla bici. Orelie ricorda che più volte è stata ospitata e ha/hanno deciso di fare lo stesso. Se vedono un ciclistica in difficoltà, lo ospitano. Incredibile che la cosa sia capitata a me. Da solo, che cerca qualcosa, un perfetto sconosciuto in casa. Solo il caso? A domani!</p>
<p style="text-align: justify;">4 luglio Orbe-Martigny km. 100</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo alla penultima tappa prima di affrontare il Colle del San Bernardo che avremo domani.  Si passa dalle colline svizzere alle montagne che  separano la Svizzera dall’Italia. Ho salutato i ragazzi che mi hanno ospitato e via. Orelie mi avevano fatto uno schema di strade per evitare percorsi  eccessivamente trafficati o difficili. Lungo il percorso ho visto, ho osservato e ho <a href="http://www.nereotiso.eu/via-francigena-da-canterbury-al-col-du-saint-bernard/img_2364/" rel="attachment wp-att-4325"><img class=" size-medium wp-image-4325 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2023/07/IMG_2364-300x225.jpeg" alt="IMG_2364" width="300" height="225" /></a>riflettuto.   La bellezza del lago di Losanna. Ma anche la ricchezza di Losanna e della Svizzera: macchinoni, albergo a 5 stelle sul lago. I prezzi sono veramente alti. Una pizza margherita 15 euro. Quindi pensate il resto. In  Svizzera le ciclabili ci sono un po’ dappertutto anche nelle grandi strade. Sono spesso bike lane molto larghe anche perché le strade sono larghe. Ho trovato posto alla parrocchia dell’annunciazione gestita dai padri di san Bernardo. Siamo in 4: 2 donne e due maschi. Una dalla Nuova Zelanda, una dal Belgio, uno da Montreal (Canada) ed io. Per il ragazzo da Montreal era l&#8217;ultima tappa. Al pomeriggio sarebbe ripartito per il ritorno. Come lavoro pensava, progettava e cuciva costumi per il teatro. Diciamo che il mondo è rappresentato. Domani preghiera alle 7.15 e colazione alle 7.32 e poi via. Ci vorrà grande calma.</p>
<p style="text-align: justify;">5 luglio Martigny-Col du Gran Saint Bernard km. 45</p>
<p style="text-align: justify;">Questa è l&#8217;ultima tappa del mio pellegrinaggio prima di quella del ritorno. So ceh saranno 45 km. molto difficili soprattutto con un carico di 25 kg oltre a me e la bici. Comunque, colazione abbondante con i padri di Saint Bernardo e via. La strada, all&#8217;inizio, non molto pendente. Mi accorgo di essermi dimenticato le borracce a Martigny. Pazienza! In una deviazione obbligatoria per bici, compro dell&#8217;acqua. Ma ho sempre con me una bottiglia da un litro e mezzo per riserva. Naturalmente si <a href="http://www.nereotiso.eu/via-francigena-da-canterbury-al-col-du-saint-bernard/img_2420/" rel="attachment wp-att-4328"><img class=" size-medium wp-image-4328 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2023/07/IMG_2420-225x300.jpeg" alt="IMG_2420" width="225" height="300" /></a>aggiunge al peso. Il problema sono i camion che poi transiteranno dal traforo verso l&#8217;Italia. Dopo poco, le pendenze si fatto più cattive. Ogni tanto mi fermo, mangio qualcosa, osservo il panorama. Siamo sul 6/8% ma si va. Le gambe tengono, il fiato anche e le ruote girano. Con calma! Dopo circa 35 km.  inizia il traforo e le bici vengo deviate verso il colle. E lì la salita si fa molto più impegnativa. La strada è stretta in mezzo alla meraviglia della montagna senza alberi solo immensi prati e la strada sale, sale, sale. Faccio una sola fermata perché non c&#8217;è spazio. Le pendenze sono tra il 10/14%: veramente dura. Mi sembra di non arrivare mai. Ma spuntano gli edifici del passo. Ancora qualche spinta e mi trovo sotto al cartello: Col du Grand Saint Bernard. Sono alla fine. Non ci credo. Mi rendo conto di avere percorso molti km prima di arrivare alla cima e una immensa soddisfazione scorre dentro di me. Sono veramente felice! Qualche foto di rito, ed entro nell&#8217;Hospice gestito dai padri di Saint Bernard ai quali avevo telefonato 3 ore prima. Mi avevano assicurato che c&#8217;era posto. Mah! Il mio nome non c&#8217;è. Comunque mi danno una stanza, cena e colazione. Siamo in 15: francesi tedeschi, austriaci e via dicendo. Anche 2 toscani che avevano prenotato ma nulla avevano a che fare con i pellegrini. C&#8217;è chi, tra i pellegrini, ha fatto in 2 mesi Canterbury-Saint Bernard a piedi, altri che faranno tratti della via, altri che andranno a Roma. Lo scenario è fantastico, le montagne splendide, la pace è totale. Messa e cena attendendo il rientro a casa.</p>
<p style="text-align: justify;">6 luglio Col du Saint Bernard-Aosta-Padova km. 38 (solo discesa)</p>
<p style="text-align: justify;">Il cielo è terso, lo spettacolo ruba gli occhi. Scatto qualche foto e accetto l&#8217;augurio della ragazza dell&#8217;accueil di buona discesa. Ci sono 15 gradi e si scende. Poche auto e pochi ciclisti salgono. In un&#8217;ora e mezza sono alla stazione di Aosta. Faccio il <a href="http://www.nereotiso.eu/via-francigena-da-canterbury-al-col-du-saint-bernard/img_2437/" rel="attachment wp-att-4329"><img class=" size-medium wp-image-4329 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2023/07/IMG_2437-300x225.jpeg" alt="IMG_2437" width="300" height="225" /></a>biglietto per portare con me anche la bici senza smontarla ma ci saranno 3 cambi prima di arrivare a Padova: Chivasso, Milano, Verona. La bici si trasporta in tutti i treni regionali e inter-regionali. Alcuni più comodi per la bici, altri meno. A Verona perdo il treno e aspetto un&#8217;ora. Troppo pochi 5 mm. tra l&#8217;arrivo e la partenza. Anche questo era prevedibile. Alla fine arrivo a Padova verso le 18.30 e a casa verso le 19.15. Così si conclude il mio lungo viaggio!</p>
<p style="text-align: justify;">Breve riflessione conclusiva</p>
<p style="text-align: justify;">Non ho fatto un&#8217;impresa: molti altri l&#8217;hanno fatta prima di me. Non sono stato eccezionale: ho ciò che mi sentivo di fare. Lo sentivo dentro di me da qualche tempo ma il covid mi ha bloccato. Non è stata un&#8217;avventura. Ho faticato, ho incontrato persone, ho visto luoghi meravigliosi, ho attraversato colline,  boschi, vigne,  montagne. Ho visto chiese, castelli, abbazie, villaggi splendidi. I mie occhi hanno incontrato paesaggi splendidi. Ho fatto centinaia di km. in perfetta solitudine. Una delle cose più belle. Sono entrato in chiese piccole, abbazie, grandi cattedrali gotiche, dove sono rimasto in silenzio, ho ascoltato, ho pregato.  Ho cercato di pensare a quanti prima di me hanno fatto quella via a piedi, in bici, a cavallo. Fin dal medio evo e anche prima. Il pellegrino è mil cammino verso la meta, non la meta. E la libertà che libera. Ora continua il pellegrinaggio della vita. Chissà, magari con un altro percorso in bici.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Via Francigena in bici tra fede, storia, natura e bellezza</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jul 2019 16:13:50 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Pellegrinaggio]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Quando si decide di intraprendere un pellegrinaggio segnato dalla storia e da migliaia di pellegrini prima di te, si è cercato di capirne il significato, la fatica e tutto ciò</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.nereotiso.eu/via-francigena-in-bici-fede-storia-natura-e-bellezza-2/">Via Francigena in bici tra fede, storia, natura e bellezza</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.nereotiso.eu">NEREO TISO</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class=" size-medium wp-image-3775 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2019/07/TYAvRm5TQoyPuJe-QTIx2g-300x225.jpg" alt="TYAvRm5TQoyPuJe+QTIx2g" width="300" height="225" />Quando si decide di intraprendere un pellegrinaggio segnato dalla storia e da migliaia di pellegrini prima di te, si è cercato di capirne il significato, la fatica e tutto ciò che potrebbe prevedere. Naturalmente ciò che prevedi non è mai ciò che sarà, ciò che tu vivrai in quei 620 km (quelli che ho percorso io da Piacenza a Roma) lungo la via Francigena.</p>
<p>Una lunga storia di pellegrini che da tutta Europa partivano per arrivare nei luoghi della fede, dei fondamenti della fede, dei santi, testimoni di fede. La via Francigena parte da Canterbury, vicino a Londra, o dal Gran San Bernardo, dove incrociavano i pellegrini. Arriva, definitivamente a Santa Maria di Leuca in Puglia, dove i pellegrini si imbarcavano verso il Santo Sepolcro. Tanti, arrivando dal nord, potevano girare verso Santiago de Compostela passando per le Le Puy en Velay (sotto Lione in Francia).</p>
<p>UN PO&#8217; DI STORIA</p>
<p>Il nome Francigena deriva dal suo sviluppo in età carolingia. Sin dagli inizi il percorso utilizzava il San Bernardo (attuale inizio <img class="  wp-image-3777 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2019/07/jFVYR28OQ4u-DE4pKsPChA-300x225.jpg" alt="jFVYR28OQ4u+DE4pKsPChA" width="233" height="182" />della Via), il piccolo san Bernardo oppure il Monginevro e il Moncenisio dalle Alpi occidentali. Probabilmente, questi due ultimi passi, venivano attraversati dopo essere transitati per Le Puy en Velay e aver lasciato gli eventuali propri compagni che andavano verso Santiago. I pellegrini arrivavano dalla Sassonia fino dalle isole britanniche, compresa l&#8217;Irlanda, naturalmente. Tanto che monaci irlandesi e scozzesi si fecero evangelizzatori del nostro paese. Come san Colombano tra il VI e il VII secolo, che fondò un&#8217;abbazia dopo Pavia, importante tappa per i pellegrini che arrivavano dall&#8217;Aquitania (sud-ovest della Francia). Sicuramente il più importante testimone del pellegrinaggio fu il vescovo anglosassone Sigerico che, andato a Roma per l&#8217;investitura, al suo ritorno cominciò a messere insieme delle indicazioni del suo viaggio: scarno ma preciso. Siamo alle soglie dell&#8217;anno 1000. Le note di Sigerico, conservate alla British Library, diventeranno una traccia importante per i pellegrini che intrapresero il viaggio da quel momento in poi. Un abate, questa volta islandese, verso il 1150, seguì alcune tracce di Sigerio ma indicò anche lui alcune tracce importanti. Le sue note, scritte in islandese, sono conservate all&#8217;Università di Copenaghen. Sicuramente i pellegrini passarono per il passaggio obbligato nel VII VIII secolo,  del passo del Bordone (da valico dei Longobardi) ora della Cisa (sulla via troviamo un piccolo paesino di nome Bordone). Le coste erano presidiate dall&#8217;esercito Bizantino e, probabilmente, per questo è stata scelta la montagna.</p>
<p>L&#8217;età d&#8217;oro dei pellegrinaggi durò vari secoli . Lungo la via transitavano mercanti, artigiani e luoghi di ospitalità dei pellegrini che non pagano nulla. Chi invece si occupava d&#8217;altro, pagava l&#8217;alloggio. Oggi tutto si è trasformato e non è facile trovare le antiche tracce dei pellegrini soprattutto dopo un importante sviluppo industriale di molte aree lungo la via. Comunque ci sono importanti testimonianze degli inizi. Le trasformazioni sono state importanti e, forse,  di ciò che vide Sigerico, c&#8217;è bene poco anche dopo il terremoto nella pianura padana del 1117. Probabilmente molte chiese e strutture furono costruite più grandi e accoglienti per i pellegrini. Alcune chiese romaniche furono abbattute per far posto a barocco anche se rimangono importanti e visibili  costruzioni abbaziali e pievi straordinarie. Rimane anche, prima di Viterbo, un tratto di basolato della via Cassia. Un&#8217;emozione correre, seppur con difficoltà per la bici, su una strada costruita 2000 anni fa.</p>
<p>LA PREPARAZIONE</p>
<p><a href="http://www.nereotiso.eu/via-francigena-in-bici-fede-storia-natura-e-bellezza-2/609c4603-c2f3-46e6-89e0-30b08af771c3/" rel="attachment wp-att-3780"><img class="  wp-image-3780 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2019/07/609C4603-C2F3-46E6-89E0-30B08AF771C3-300x245.jpg" alt="609C4603-C2F3-46E6-89E0-30B08AF771C3" width="200" height="151" /></a>La bicicletta innanzitutto. Deve essere adeguata al percorso fatto di molte strade bianche e sterrate. Quindi è preferibile MTB, bici ibrida o gravel. Abbigliamento adeguato e, fondamentale, crema antisfregamento dato che le ore in sella sono molte. Una guida cartacea &#8220;Guida alla Via Francigena in bicicletta&#8221; ed. Terre di mezzo e scaricare la app della via Francigena che guida con gps. Due borse laterali per la bici, attrezzatura varia per le riparazioni e le forature. Non servono tenda e sacco a pelo perché ostelli e ospitali sono disseminati lungo tutto il percorso e i prezzi sono molto modici (offerta 10 euro letto e doccia).</p>
<p>SI PARTE</p>
<p><a href="http://www.nereotiso.eu/via-francigena-in-bici-fede-storia-natura-e-bellezza-2/bzqvebz7ruelagbszlipug/" rel="attachment wp-att-3776"><img class="  wp-image-3776 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2019/07/BzqvEBZ7RueLAGBszlipug-300x225.jpg" alt="BzqvEBZ7RueLAGBszlipug" width="200" height="153" /></a>26/giugno: alle 8.10 si parte in treno da Padova con bici al seguito verso Bologna-Piacenza. Arrivo alle 12.10 a Piacenza e vado all&#8217;ostello a prendere la credenziale con il primo timbro. Dalla piazza del duomo di Piacenza (chiuso!!!) alle 13.30 circa parto verso Fornovo di Taro. Fa un caldo terribile, ma si va. Fuori dalla città iniziano le prime indicazioni della Ciclovia Francigena. Si corre attraverso la campagna piacentina. Arrivo a Fiorenzuola d&#8217;Arda con la sua meravigliosa Collegiata. In mezzo alla campagna si passa a visitare l&#8217;Abbazia cistercense di Chiaravalle della Colomba fondata da Bernardo di Chiaravalle.: chiostro stupendo, portico molto particolare e all&#8217;interno, tutto lungo l&#8217;abside, una meravigliosa infiorata. Si transita a Fidenza e intanto fa caldo. Vado a visitare il duomo dall&#8217;esterno. Iniziano le prime faticose salite degli Appennini. Arrivo cotto a Fornovo di Taro. La signora del Circolo Acli mi aspetta. km 85</p>
<p><img class="  wp-image-3783 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2019/07/beQZjWmGSWGdQTpytrOwcQ-300x225.jpg" alt="beQZjWmGSWGdQTpytrOwcQ" width="231" height="173" />27/giugno: partenza alle 6: almeno fa un po&#8217; fresco. Oggi giornata impegnativa per la salita al passo della Cisa. Si sale e attraverso la bellissima Pieve Bordone. La sua prima costruzione risale al VI secolo. Peccato che si apra solo la domenica. Continua a salire e incontro lo stupendo paese di Berceto. Entro nel duomo intitolato a san Moderanno. Sicuramente Sigerico vi fece sosta così come indicato nelle sue note. E&#8217; stupendo! Ma passo anche in farmacia per prendere crema antiscottature e creamaper le scottature: il sole non perdona. Esco da Berceto e dopo qualche chilometro sono al valico della CISA: 1041 mt. Scendo verso Pontremoli. Nel bellissimo centro storico mi fermo per un salutare gelato e una Coca.  La giornata si chiude ad Aulla. La collegiata intitolata intitolata a san Caprasio. Purtroppo fu completamente distrutta da un bombardamento durante la II guerra mondiale. Comunque molto accogliente. La sera, cena del pellegrino a 10 euro. km 90</p>
<p>28/giugno.<img class="size-medium wp-image-3788 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2019/07/9KvHYtLPRzK2uDGQo0RjZw-300x66.jpg" alt="9KvHYtLPRzK2uDGQo0RjZw" width="300" height="66" /> Si parte alle 6 da Aulla e subito si comincia a salire verso Panzanello/Fosdinovo. Salita molto impegnativa, ma in mezzo al bosco. Si arriva alla deviazione non dopo aver visitato la Pieve di Panzanello. Piccolissimo centro, quasi disabitato, dove si ritiravano i vescovo della Lunigiana. Rapidamente si arriva a  Fosdinovo, protetta dalle alte mura ben con servate del castello medievale. Si scende verso Sarzana dove si entra nel bellissimo duomo e si transita per il bel centro storico. Si va verso Carrara con le molte aziende che lavorano il marmo. Da lontano si intravedono le alpi Apuane dalle quali viene estratto il marmo. Un momento per pensare che Michelangelo per scolpire la Pietà (e altro) è passato a scegliersi probabilmente proprio in quel posto, il suo blocco di marmo nel quale già vedeva la sua meraviglia. Si arriva a Massa e si va verso il Duomo. Una facciata molto bella , un interno non un granché. Si arriva a Sarzana e si va, tra impegnativi sali scendi verso Lucca. Lucca è una splendida città, con le su mura intatte, il suo fantastico centro storico e la piazza ovale. Dormo all&#8217;ostello e incontro altri pellegrini solitari: si cena insieme. Comunque fa sempre caldo. 115 km.</p>
<p><a href="http://www.nereotiso.eu/via-francigena-in-bici-fede-storia-natura-e-bellezza-2/8a9izhr4qoynavhycnyn7w/" rel="attachment wp-att-3795"><img class="  wp-image-3795 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2019/07/8A9iZHR4QOyNAVHYCnYN7w-300x225.jpg" alt="8A9iZHR4QOyNAVHYCnYN7w" width="237" height="177" /></a>29/giugno: si va verso san Gimignano. Sempre alle 6 la partenza. Anche oggi tappa impegnativa (come le altre&#8230;). La strada  è spesso sterrata lontana dal traffico. Tra infiniti saliscendi per ore mi ritrovo da correre da solo in mezzo alle bellezze della campagna toscana. Arrivato a San Miniato: splendido centro. La guida dice di fermarsi a san Miniato Basso, ma io non rinuncio ad una capatina al Centro Storico. Naturalmente bisogna salire e fa caldo. Si attraverso Castelfiorentino e arrivo a Gambassi terme dove faccio una salutare sosta con gelato annesso. Commetto un grossolano errore: ascolto il barista che mi indica, per accorciare, la via per i pellegrino a piedi che, purtroppo seguo. In mezzo al nulla con strade di campagna impossibili da percorrere con la mia bici. Spesso spingo la bici a mano. Certo, i luoghi e il silenzio sono incantevoli, la il caldo e la fatica la fanno da padrone. Sono senza acqua e, dentro ad un&#8217;abitazione, ci sono due rubinetti. Chiamo, suono ma non arriva nessuna. Senz&#8217;acqua non si vive e decido di riempire le borracce. Ringrazio il &#8220;cielo&#8221; e proseguo. Tra Pievi, meraviglie del creato, boschi, infiniti saliscendi, caldo e fatica, arriva alla splendida san Gimignano. Le sue torri, il duomo, le piazze: splendido!  Trovo accoglienza dalle monache Benedettine di Vallombrosa, dentro la città murata. Mi apre la porta una monaca da Montegrotto che, in pochi minuti, mi racconto tutta al storia dello splendido monastero medievale. Salgo verso la piazza centrale di San Gimignano. Sono stanco, ma ne vale la pena per gli occhi, il cervello e il cuore. Ceno. Alla fine mi chiedono solo &#8220;contanti&#8221;: mi avevano, nella solitudine, per una che mangiava a sbafo. Non ho contanti e, quindi, hanno accettato, a fatica,  la mia carta di credito. 94 km.</p>
<p><a href="http://www.nereotiso.eu/via-francigena-in-bici-fede-storia-natura-e-bellezza-2/tha10q1tr92zljmraouksq/" rel="attachment wp-att-3796"><img class="  wp-image-3796 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2019/07/thA10Q1tR92zlJMraouKsQ-300x225.jpg" alt="thA10Q1tR92zlJMraouKsQ" width="229" height="159" /></a>30/giugno: sveglia alle 5. La finestra si apre su una splendida alba. Con calma esco, parto e immediatamente sbaglio strada. Rapido, rimedio. Mi avvio verso Siena. Percorro la val D&#8217;Elsa: una meraviglia. Attraverso Colle val d&#8217;Elsa e mi imbatto in una storica, quanto grande, Casa del Popolo. Riparto! Il tempo corre rapido, il caldo è sempre più soffocante la strada è ancora lunga. Arrivo a Monteriggioni: una splendida pieve medievale. Salgo e vado a messa nella chiesetta.  Tutto è fantastico. Solitario in mezzo ala natura, pian piano arrivo a Siena. In bici salgo verso il centro storico dove tutto è pronto per il Palio che avverrà dopo qualche giorno. Arrivare in mezzo a Piazza del Campo in bici, penso sia impagabile. Dopo ancora ore di percorso in mezzo alla campagna e continui e faticosi sali scendi, arrivo a san Quirico d&#8217;Orcia. La signora del&#8217;Ufficio Turistico che gestisce l&#8217;ostello mi aspetta. Incontro altre persone e andiamo a cena. Il paese è una perla, incastrato nella splendida Val d&#8217;Orcia: vedere per credere. Qualcuno, che per la terza volta faceva il percorso, mi consiglia di non fare la strada per Radicofani perché troppo pericolosa per la mia bici. Anche oggi 105 km.</p>
<p><a href="http://www.nereotiso.eu/via-francigena-in-bici-fede-storia-natura-e-bellezza-2/vczcgabjsuklxz3w5cuvmq/" rel="attachment wp-att-3800"><img class="  wp-image-3800 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2019/07/VCZcGABjSuKLXZ3w5CUvmQ-300x225.jpg" alt="VCZcGABjSuKLXZ3w5CUvmQ" width="236" height="163" /></a>1/luglio: Ascolto l&#8217;altro pellegrino e proseguo per la via Cassia: trafficata anche se non eccessivamente. Ciò non m i impedisce di inerpicarmi per andare a visitare le terme di Bagno Vignoni ancora oggi funzionanti: un posto magico! Riprendo la via segnata e giungo, dopo lunga salita, in vista del la go di Bolsena, Incastrato in mezzo alla natura, si manifesta in tutta la sua bellezza. Sul punto di migliore visuale, incontro due pellegrini in bici, non giovani come me, che erano partiti, cinque settimane prima, da Bruge, in Belgio. Dopo ancora strade bianche e saliscendi, arrivo a Montefiascone. Un bel Centro storico dove, su uno dei suoi portali campeggia la scritta: &#8220;100 Km alla tomba di Pietro. Al pomeriggio arrivo a Viterbo dopo 120 km. Trovo ristoro presso un Ospitale al quartiere medievale San Pellegrino: un posto stupendo. Naturalmente ci sono anche altri pellegrini. Sulla via i pellegrini aumentano di numero man mano che  ci si avvicina a Roma. Il gestore è un volontario che ha fatto del pellegrinaggio a piedi uno degli scopi della sua vita. E&#8217; un militare che è riuscito con altri a creare questo bel luogo di accoglienza. km 114</p>
<p><img class="  wp-image-3801 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2019/07/gZ6SEFraSUGnhi4XaFaTAQ-300x225.jpg" alt="gZ6SEFraSUGnhi4XaFaTAQ" width="233" height="175" />2/luglio. Ultima tappa verso la tomba di Pietro. Parto ormai consapevole che è l&#8217;ultima fatica, carica di soddisfazioni. Ancora, comunque, fa sempre molto caldo. Attraverso Vetralla con il suo duomo, chiuso purtroppo e poi Capranica. Arrivo a Sutri. Salgo nella piazza del centro storico. Le vie erano disegnate con del gesso, probabilmente per preparare un&#8217;infiorata. Scendo dal Centro e subito dopo passo nei pressi dell&#8217;anfiteatro in tufo di Sutri: molto particolare. Parto verso Formello in mezzo alla campagna. Arrivo al piccolo centro che ormai mi dice la vicinanza a Roma. Ancora sterrato, difficile da percorrere, salite dove bisogna spingere la bici a mano. Attraverso anche un tratto di un paio di km sulla via Cassia antica ancora con i suo selciato in pietra. Infine arrivo alla ciclabile del Tevere. Ormai ci siamo ma il sonno mi avvolge. Ci sono dei gasebi con delle panchine che coprono la pista: mi fermo e dormo 3 minuti. Qualcuno passa e suona il campanello per capire se &#8220;c&#8217;ero&#8221;.Mi alzo e vedo una ragazza che avanza in senso opposto al mio con la sua bici carica. SI ferma: è Giuliana, tedesca sulla trentina. Viene da Lipsia ed è partita in aprile. Ha fatto: Austria, Slovenia, Serbia, Bulgaria, Istambul , Roma e stava tornando. Un bel giro. Le indico che sta percorrendo la Francigena: non la conosce e prende nota. Foto di rito e ognuno per la propria strada: lei con i suoi 100 kg totali (bici, borse, tenda e lei), io con i miei. Arrivo a Roma sulla ciclabile e mi trovo sulla via della Conciliazione. Davanti a me ho san Pietro. km 115.  Sono le 17.30! SONO ARRIVATO!</p>
<p><a href="http://www.nereotiso.eu/via-francigena-in-bici-fede-storia-natura-e-bellezza-2/b8xhwlsfryq64cwdzhpygg/" rel="attachment wp-att-3806"><img class="  wp-image-3806 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2019/07/b8xhwLSfRYq64CwDZHPYGg-300x225.jpg" alt="b8xhwLSfRYq64CwDZHPYGg" width="204" height="164" /></a>Rimango estasiato e quasi incredulo per alcuni minuti. Poi riparto. L&#8217;ufficio Pellegrinaggi vaticani è chiuso: il Testimonium, che dice che ce l&#8217;ho fatta, lo ritirerò il giorno successivo. Attraverso Roma: Fori Imperiali, san Giovanni ecc. Arrivo da degli amici, Ana e Stefano, che mi daranno ospitalità. Mi riposo per qualche giorno. Vado a san Pietro, naturalmente: lì sta il Centro della Cristianità e la meta finale. Come molte altre volte, resto incantato per parecchi minuti a contemplare la Pietà di Michelangelo. Vado a visitare la Cappella Sistina: mi basta. P</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Riparto ve<img class="  wp-image-3802 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2019/07/xCE2JYJnQNyuMI99SRqbBQ-300x225.jpg" alt="xCE2JYJnQNyuMI99SRqbBQ" width="195" height="139" />nerdì mattina 4 luglio alle 02.30 con Flixbus dopo il cambio di orario. Tappa a Siena, 2 ore di attesa e poi a Padova alle 13 circa. Vado in Ufficio da Stefania, prendo le chiavi di casa e ritorno a casa in bici. Dopo poco riposo totale.</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>COSÌ SI CONCLUDE LA MIA &#8220;VIA FRANCIGENA&#8221;!!!</p>
<p>Un pensiero Finale.</p>
<p>Un&#8217;esperienza da vivere. La fatica c&#8217;è, ma ciò che si vive, ripiana anche le fatiche. Al prossimo pellegrinaggio!</p>
<p>&nbsp;</p>
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