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	<title>NEREO TISO &#187; immigrati</title>
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		<title>Immigrati e sindaci responsabili</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Aug 2023 15:45:53 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Sempre difficile parlare di immigrati. La retorica e la propaganda della Lega che l’ha lanciata in alto ha il fiato molto corto e i risultati si vedono. Le scelte del governo contro le “solite” ONG e gli spiccioli lasciati in Tunisia per evitare gli sbarchi, o hanno peggiorato la situazione  per salvare le persone che son in difficoltà in mare, o non hanno concluso nulla a livello di partenze. Un fatto è certo: i migranti arrivano in continuazione in numeri difficili da gestire con una ordinaria accoglienza. Si deve passare all’accoglienza straordinaria, piaccia o non piaccia a chi voleva alzare muri in mare e in ogni luogo dove si aveva solo il sospetto che arrivassero migranti.</p>
<p>Questi vengono imbarca<img class=" size-full wp-image-3577 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2018/08/download-1.jpg" alt="download-1" width="275" height="183" />ti in bagnarole nel mare Mediterraneo sapendo quando partono ma non se arriveranno a destinazione. Circa 2000 non sono arrivati e, ora, sono nel fondo del grande mare che ha fatto la storia anche dell’Italia. Le soluzioni sono difficili, difficilissime e, in questo caso, lo scaricabarile diventa strumento per garantirsi uno sterile consenso di bassa politica senza dare risposte. Se gli amministratori dicono solo dei “no” è il solito metodo pilatesco che non può in alcun modo giustificare la responsabilità che i sindaci hanno. Non è casuale che le risposte negative arrivino solo da sindaci di centro destra. Dopo anni di inutili parole e aver fatto passare un messaggio bieco e disumano senza soluzioni, non può che essere così.</p>
<p>Il timore del consenso futuro è la negazione della responsabilità degli amministratori. Se tutti sentissero veramente di essere amministratori, sindaci, che hanno a cuore innanzitutto le persone e che si comportano prima di tutto da uomini e donne, la risposta alla emergenza sarebbe più semplice e non solo a carico dei soliti noti.  Insieme si possono trovare soluzioni degne di ogni comune, di ogni migrante e di ogni cittadino. Sergio Giordani, sindaco di Padova e presidente della Provincia, nei limiti del suo mandato ma nella consapevolezza che l’accoglienza diffusa, di piccoli gruppi di persone è la strada migliore, ha fatto una scelta importante. Ha aperto per un periodo breve, perché questo vuol dire emergenza, due scuole. Non una scelta isolata, ma in linea con quanto affermato da sempre dal presidente Zaia e dal presidente di ANCI Veneto e sindaco di Treviso, Conte, entrambi appartenenti alla Lega.</p>
<p>Qui, evidentemente si tratta di amministratori consapevoli della situazione  che cercano le soluzioni migliori per tutti, e non di mediocri politicanti.  Hanno ben chiaro che cosa siano stati gli hub di Bagnoli e Cona e, per quanto riguarda la nostra città, la non facile accoglienza alla caserma Prandina. Questo non deve più succedere per rispetto dei migranti e dei cittadini. Anche perché le migliaia di persone che arrivano via mare se distribuite in tutta la penisola riducono l’impatto sui cittadini che sicuramente può esserci, la costituzione di un hub sarebbe un disastro per tutti. Il Governo ha l’obbligo morale e politico di occuparsi in maniera più decisa di queste situazioni e non scaricare il barile addosso prima alle ONG, poi alle cooperative, poi ai centri di accoglienza, poi all’Europa e via dicendo.</p>
<p>Il Governo conosce le richieste di lavoratori delle categorie economiche e su questa strada bisogna continuare ad operare.  E poi, caro governo, obblighi  i sindaci ad occuparsi degli immigrati! L’emergenza vale per tutti!</p>
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		<title>Le stelle non brillano nel mare</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Mar 2023 08:55:54 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[26 febbraio]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Le  vittime del 26 febbraio che il mare si è ingoiato sono le ultime di una lunga scia che sembra non finire.  Partiti da luoghi di disperazione, di sofferenza, a pochi metri dalla salvezza hanno trovato la morte. Molti di loro, raccolti senza vita tra le onde del mare e sulla spiaggia, non hanno documenti  e <strong>non hanno un nome</strong>. Chissà se un parente, qualcuno pietosamente potrà riconoscerne la dignità di uomo, di donna o di bambino se non da vivo almeno da morto. Mentre la politica gioca a trovare una soluzione che sembra non esserci, usando slogan ormai triti,  la gente parte da ogni luogo e con ogni mezzo seguendo ogni via possibile.</p>
<p>Ricolma di speranza, cerca di voltare la pagina, dando una svolta alla loro vita di disperazione . SI imbarcano conoscendo la meta, con false promesse di un viaggio apparentemente semplice, pagano cifre enormi magari raccolte tra persone, amici, gente del villaggio. Ma loro non credono alle false promesse e sono consapevoli che non sarà facile, che per loro sarà l’ultimo viaggio verso quella agogna<img class=" size-full wp-image-82 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2011/09/immigrati-barca6-300x1591.jpg" alt="immigrati-barca6-300x1591" width="300" height="159" />ta meta di una terra dove trovare, forse, maggiore serenità e la vita che finora non hanno avuto.  Ma molti non arrivano, e rimangono impigliati nelle bufere del mare, nelle negligenze degli umani, nelle assurde regole dettate dai governi per fermarli e non per salvarli. Affermazioni di uomini delle istituzioni che nulla hanno a che fare con l<strong>’umana pietà di fronte alla morte e alla sofferenza.</strong> Il carbone ardente della responsabilità per il dramma, passa di mano in mano per finire, come sempre, nelle mani dell’Europa. Accuse sbilenche condite dal trovare le ragioni del disastro, che sembrano lontane dalla tragedia e dalla morte.</p>
<p>Esiste, però,  ancora un’umanità che sa cosa vuol dire <strong>la sofferenza e mette in moto la solidarietà</strong>. La regola è semplice: dare una mano a chi soffre. E così la gente di Calabria, di Sicilia, delle Isole, la gente di mare e tutti coloro che, semplicemente ma con tenacia e determinazione, occupano il loro tempo a dare un a mano a chi è nella disperazione. Senza di loro il dramma, anche questa volta,  sarebbe stato peggiore. Qualcuno si è permesso di dire che le loro madri dovevano tenerli a casa; qualcun altro che il cellulare potevano utilizzarlo. E ancora “ non dovevano partire”, e infine l’ultima la solita: “aiutiamoli a casa loro”.</p>
<p>Molto al di sopra di queste miserie ci sta il<strong> presidente Mattarella.</strong> Uomo di Stato, che sa cosa vuol dire la sua presenza in momenti così drammatici. Ma soprattutto uomo di fede, che coglie come la pietà per chi non c’è più, la vicinanza alle persone che hanno perso i loro cari cercando di confortarle e un momento di preghiera e di silenzio su quelle bare , sono gesti forti che tutti noi dobbiamo riconoscerne il significato. Tra qualche giorno le luci sul fatto si spegneranno, ma altri disperati continueranno a partire e ad arrivare sulle nostre coste ed altri moriranno per la negligenza e la disumanità di chi trova in queste persone strumenti di ricchezza e merce di scambio. Spero che queste stelle che nella notte non hanno potuto brillare in mare, possano far luce nella mente di chi deve trovare soluzioni. Guardando al futuro e non alle prossime elezioni.</p>
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		<title>SPRAR a Padova: falsa testimonianza di Bitonci</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Nov 2016 15:28:45 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Si legge sui giornali che il sindaco ha accolto 36 rifugiati d.o.c., cioè quelli che piacciono a lui, col pedigree. Quindi rifugiati “veri” che hanno visto solo guerra, che qualcuno glielo abbia riconosciuto, che studino, che <a class="highslide img_2" href="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2016/10/era.jpg" onclick="return hs.expand(this)"><img class=" size-thumbnail wp-image-2612 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2016/10/era-150x150.jpg" alt="era" width="150" height="150" /></a>abbiano naturalmente un permesso per entrare nel progetto, che imparino la lingua e un mestiere.</p>
<p>Peccato che il sindaco si onori di meriti che non ha, come spesso accade. Il progetto SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) a Padova esiste dal 2006, quando ancora non c’era l’emergenza profughi (<a href="http://www.padovanet.it/informazione/progetto-rondine">http://www.padovanet.it/informazione/progetto-rondine</a>). E’ cresciuto nel tempo e si è stabilizzato. Il sindaco ci mette qualche soldo, il resto il Governo. Quindi, non è che la “nuova umanità” del sindaco commuova più di tanto. Tra l’altro, il sottoscritto, ben 10 mesi, fa scrisse un articolo (<a href="http://www.nereotiso.eu/padova-profughi-numeri-del-presente-e-incertezza-del-futuro/">http://www.nereotiso.eu/padova-profughi-numeri-del-presente-e-incertezza-del-futuro/</a>) in cui si riportavano i numeri delle presenze dei rifugiati a Padova che contemplavano anche i 36 richiedenti asilo dello SPRAR.</p>
<p>Quindi una falsità del sindaco che non  fa altro che confermare ciò che di bene  hanno fatto altri prima di lui . A lui, dello SPRAR, non credo gli importi molto. A lui importa la narrazione di una storia non sua, e farsi onore o disonore con i “buonisti” recidivi. Purtroppo gli mancano i profughi della Prandina quindi è rimasto senza il “pasto” quotidiano che lo faceva grande in mezzo ai miserabili ricevendo applausi. Deve accontentarsi del lavoro fatto da altri per sembrare “accogliente” verso chi sta peggio.</p>
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		<title>La dis-integrazione degli immigrati</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2016 16:11:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Non me ne vogliano gli amici immigrati o rifugiati, ma l’ultima decisione del sindaco di Padova di eliminare la commissione stranieri è in perfetta linea con ciò che sta succedendo attorno</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Non me ne vogliano gli amici immigrati</strong> o rifugiati, ma l’ultima decisione del sindaco di Padova di eliminare la commissione stranieri è in perfetta linea con ciò che sta succedendo attorno a noi e non lontano da <a class="highslide img_4" href="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2016/10/fuoco.jpg" onclick="return hs.expand(this)"><img class=" size-thumbnail wp-image-2600 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2016/10/fuoco-150x150.jpg" alt="fuoco" width="150" height="150" /></a>noi. E in perfetta coerenza col verbo di chi governa questa città. La barriera al valico del Brennero, oltre a quelle in Ungheria, in Bosnia, in Polonia, in Slovacchia, in Inghilterra, i blocchi in Francia ecc., pongono una serie di problemi sui quali si stenta e spesso si inciampa. Cosa sta succedendo? La questione è complessa e da un certo punto di vista rivoluzionaria perché i fatti ci portano a capire che gli immigrati e i rifugiati non si vuole che posino i loro piedi sul suolo altrui se non con grande difficoltà, scorte, attenzione e misura.</p>
<p><strong>Hai voglia di dire c</strong>he  la maggior parte degli immigrati è integrata, crea ricchezza, paga le tasse e manda i figli a scuola; che i richiedenti asilo scappano da situazioni terribili e non solo per la guerra; che i bambini sono alla fame, che ci sono paesi ben più piccoli che ospitano rifugiati pari ad un terzo o un quarto della loro popolazione: tutto ciò, di fronte alla mistificazione del soggetto rifiutato, non ha più senso. La propaganda non conosce misericordia e il consenso è l’arma che smuove i politici di grande responsabilità o di visione mediocre come il nostro sindaco che lucra sul piccolo cabotaggio. Per molti, quindi, meglio vedere un cadavere galleggiare sul Mediterraneo che avere qualcuno da gestire tra i piedi. Lo dico con brutalità perché mi rendo conto della violenza del linguaggio, ma purtroppo penso che questa violenza verbale sia la via maestra del rifiuto di chi sta peggio per la garanzia di chi deve gestire il proprio futuro politico. Quindi, l’eliminazione della commissione stranieri si immerge nel mare del rifiuto che sta creando quell’effetto domino che coinvolge anche persone qualsiasi, che fino a poco tempo stavano dall’altra parte della barricata.</p>
<p><strong>La giustificazione del sindac</strong>o dell’eliminazione della commissione è sicuramente degna di nota: “gli stranieri sono cittadini come tutti gli altri e quindi, per qualsiasi esigenza,  potranno rivolgersi agli uffici del Comune di Padova o direttamente al sindaco come qualsiasi altro”. Nessuno potrà negare la bontà dell’affermazione. Ma il problema è un altro: come i grandi capi di stato che hanno alzato le barriere contro gli immigrati, dicendo che ne hanno già molti, così fa il nostro sindaco che, non potendo issare barriere fisiche, ne alza molte di più costruendo sentimenti negativi nei confronti degli stranieri, negando qualsiasi strumento utile all’integrazione dei grandi e dei piccoli. Quindi si vende una banale affermazione di integrazione semplicemente perché questa si trasformi in dis-integrazione. Strumenti di distrazione di massa.</p>
<p><strong>Questo prevede in questo momento la propaganda</strong>. Quindi, alla fine, quale potrebbe essere la vera rivoluzione? Quella che di fatto oggi non porta consenso; quella che pochi vorrebbero seguire, quella che ha davanti le immani tragedie, i popoli in fuga, la speranza come ultima ragione per vivere, quella che è cosciente che nel prossimo futuro, si voglia a no, molti uomini e molte donne con le loro storie, faranno sempre più  parte del nostro tessuto sociale, produttivo, culturale, religioso. Accoglienza, integrazione e giustizia: queste dovrebbero essere le parole d’ordine. Sono convinto che ci sia un fiume carsico che si sta muovendo e che ha capito, non per finto buonismo o peloso pietismo, che la strada tracciata dal momento storico che stiamo vivendo, dev’essere percorso insieme perché non c’è via di ritorno e nemmeno di fuga. Altrimenti, penso, se la mediocrità avrà paura dell’intelligenza, domani ce ne pentiremo di non averlo fatto avendo creato oggi le premesse per ciò che non possiamo prevedere per domani.</p>
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		<title>Padova, immigrati: in Questura tra destinazione e destino</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2015 20:50:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Alle 20.50 esco da scuola dopo una giornata di scrutini. Necessariamente passo davanti alla Questura di Padova e vedo una corriera bianca: non ci faccio molto caso. Proprio a fianco</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Alle 20.50 esco da scuola dopo una giornata di scrutini. Necessariamente passo davanti alla Questura di Padova e vedo una corriera bianca: non ci faccio molto caso. Proprio a fianco della corriera la mia vecchia vespa si spegne. Cerco di rimetterla in moto e lancio lo sguardo dentro al mezzo e vedo, seduti, una ven<a class="highslide img_6" href="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2015/06/image4.jpg" onclick="return hs.expand(this)"><img class="alignleft size-medium wp-image-1836" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2015/06/image4-300x188.jpg" alt="image" width="300" height="188" /></a>tina di ragazzi di colore. Uno guarda il mio gesticolare e forse si chiede cosa stessi facendo, gli altri erano seduti con lo sguardo perso dal finestrino sulla nostra città. Nessuna guardia padana, nessuna manifestazione contro il loro arrivo, nessun urlo:&#8221;Tornatevene a casa vostra&#8221; , nessun assessore, nessun sindaco ad accoglierli. Solo qualcuno delle associazioni, qualche poliziotto e il silenzio di una città distratta , che non vede arrivare chi, fino a  qualche minuto prima, attraverso le sue istituzioni, aveva detto di non volerne sapere. Alzo gli occhi e accenno un saluto al ragazzo che mi guardava e questo accenna da un sorriso. La faccia stanca dopo chissà quante ore di viaggio in bus e quanti giorni passati in mare. Magari sta ancora pensando ai compagni morti, alla fortuna di essere comunque con la sua vita nella speranza di trovarne una di nuova. Assieme lui, tutti gli altri, sono probabilmente in attesa della loro destinazione. In una struttura di qualche associazione o cooperativa in provincia? In qualche appartamento della città? Nessuno lo sa. Penso che la destinazione temporanea  non nasconda il pensiero su cosa ne sarà di loro, quale il loro futuro, il loro destino. Sì, dalla destinazione al destino. Migranti, rifugiati, clandestini, ma soprattutto persone con il loro bagaglio di sofferenza e di sogni che nessun becero potrà rubare, cancellare. Forse i nostri governanti che pongono giustamente il problema dell&#8217;immigrazione rifiutando l&#8217;accoglienza,  non hanno il coraggio di guardarli in volto per strappare loro un sorriso:potrebbero perdere consenso. Certamente questi ragazzi, tutti africani, erano  inconsapevoli di essere al centro di grandi interessi: da una parte, una serie di farabutti che sfruttano la loro sofferenza per arricchirsi, dall&#8217;altra meschini politicanti che li usano per mero interesse di propaganda politica. Alla fine ho messo in moto la mia vespa e velocemente me ne sono andato. Probabile che non rivedrò più quel ragazzo e quel sorriso. Spero per lui e per tutti gli altri un destino meno amaro di quello dal quale sono partiti.</p>
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