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	<title>NEREO TISO &#187; fine vita</title>
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		<title>Tra la vita e la morte, tra sentenze e leggi</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Feb 2025 13:02:00 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Ha fatto notizia la legge della Regione Toscana sul fine vita. Da una parte, la legge è riconosciuta come un passo in avanti decisivo verso il suicidio assistito  seppur  in condizioni particolari del paziente così  come riportato dalla sentenza della Sprema Corte n. 242/19 e quindi, un “diritto”  garantito.  A fianco ci sta una zona grigia che, difficilmente, viene presa in esame nelle semplificazioni usate per vantare un diritto solo enunciato, ma non ancora stabilito. La Regione Toscana riprende il testo dell’associazione Coscioni, lo rielabora con degli emendamenti. Emendamenti che, rispetto alla proposta Coscioni e a quella della regione Veneto, fanno fare qualche passo in avanti, soprattutto per quanto riguardo le cure palliative, la formazione della commissione che dovrà esaminare i diversi casi.</p>
<p>Dobbiamo sottolineare che<img class=" size-full wp-image-4490 alignleft" src="https://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2025/02/download.jpg" alt="download" width="275" height="184" /> la sentenza della Corte Costituzionale non parla di “diritto” al suicidio assistito bensì di “agevolazione”. E così la legge della Toscana parla di “erogazione di un trattamento sanitario” cioè la somministrazione di un farmaco, autoassunto dal paziente, perché la morte sia rapida e indolore. Nella stessa legge così come nella proposta Coscioni, si parla che il servizio sanitario debba “garantire” la conclusione della “procedura” richiesta dal paziente. Quindi la vita, è legata ad una “procedura”! Molti sono i dubbi nonostante sia riconosciuto che l’aspettativa di vita aumenta e con essa le malattie croniche e degenerative, che mettono in difficoltà la persona che le vive con la consapevolezza della loro irreversibilità. Ma c’è chi ritiene che la sofferenza possa essere affrontata, non con l’anticipazione della morte, ma sapendo che esistono altre vie per riuscire scardinare la “volontà” di morte e non di vita.</p>
<p>In una conferenza di qualche tempo fa, la primaria dello IOV dott.ssa Zanovello, affermava che, in tutti suoi 40 anni di professione, non ha mai sentito un paziente chiedere la morte, ma sempre di non soffrire.  Tutto ciò non vuol dire accanirsi inutilmente verso un corpo, creando ulteriori sofferenze di fronte all’impossibilità di sopravvivere. Accompagnare un paziente alla fine della sua esistenza senza prolungare le sue sofferenze, già viene effettuato con la delicatezza del momento e con la professionalità di medici e personale consapevoli che di fronte hanno una vita che è arrivata alla sua conclusione in assenza di ulteriori cure possibili.  L’enfasi mediatica data alla  legge Toscana (vedremo come la Valuterà  la Suprema Corte),  fa sorvolare sulla mancanza di alcune questioni importanti che potrebbero aiutare all’inizio per una ulteriore riflessione su una questione così delicata.</p>
<p>Pensiamo ai necessari  finanziamenti per implementare presso le strutture sanitarie le cure palliative, o per garantire maggiori percorsi di ricerca sulle stesse cure palliative nelle università. Poi, non si può non rilevare come dalla legge Toscana sia assente la possibilità da parte dei medici e del personale di “rifiutare” qualsiasi pratica o procedura che abbia come conclusione la morte anticipata del paziente, così come previsto dalla sentenza della Corte che parla di “non obbligo da parte dei sanitari”. Completamente assente l’attenzione ai minori e agli  inabili sapendo che, per queste persone e nei momenti difficili momenti della vita, le decisioni non possono essere lasciate a qualsivoglia tutore o amministratore. Infine voglio ricordare che  in Veneto, dal 2019 ad oggi, le richieste di suicidio assistito sono state 7 di cui 4 respinte dalla commissione, 2 arrivate a conclusione e 1 rifiutata anche se poi il paziente è deceduto per morte naturale. In conclusione, il Parlamento affronti il problema con umanità e rispetto per la dignità delle persone.</p>
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		<title>Fine vita: la coscienza, le regole, le scelte</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jan 2024 08:16:30 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cattolici in politica]]></category>
		<category><![CDATA[Bigon]]></category>
		<category><![CDATA[fine vita]]></category>
		<category><![CDATA[regione Veneto]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Articolo 1 comma 8 dello Statuto: “Il Partito Democratico riconosce e rispetta il pluralismo delle opzioni culturali e delle posizioni politiche al suo interno come parte essenziale della sua vita</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Articolo 1 comma 8 dello Statuto: “Il Partito Democratico riconosce e rispetta il pluralismo delle opzioni culturali e delle posizioni politiche al suo interno come parte essenziale della sua vita democratica, e riconosce pari dignità a tutte le condizioni personali, quali il genere, l’età, le convinzioni religiose, le disabilità, l’orientamento sessuale, l’origine etnica”.  Questo quanto scrive lo statuto del partito Democratico. Poi se si vuole continuare con la gogna contro Anna Maria Bigon, credo  sia uno sport che non può avere fortuna.</p>
<p><a href="http://www.nereotiso.eu/cari-italiani-a-qualcuno-piace-raccontarla/logo-pd11-2/" rel="attachment wp-att-3393"><img class=" size-full wp-image-3393 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2018/02/Logo-PD111.jpg" alt="Logo-PD11" width="220" height="179" /></a>Le regole valgono per tutti e la coscienza, la sensibilità, i ragionamenti di Anna Maria non fanno altro che rispettarle. Vorrei anche dire che, su una proposta di Zaia, la maggioranza in regione doveva garantire il voto valido, non l’opposizione. Non l’ha fatto e ha posto in minoranza il suo presidente. Qu</p>
<p>esto è il dato politico. Poi, se l’opposizione decide di votare la proposta di Zaia sul fine vita, non può aspettarsi che su queste questioni ci sia l’unanimità o che ci siano indicazioni che vanno a cozzare contro la sensibilità e la coscienza dei consiglieri. Su un tema così delicato è mancata una discussione negli organismi regionali del Partito Democratico e si è arrivati a votare senza aver, probabilmente, rielaborato una sintesi politica necessaria in questi difficili passaggi della vita democratica del PD.  Una maggiore attenzione alle diverse sensibilità personali avrebbe portato, probabilmente, a risultati diversi.</p>
<p>Votare un testo di legge regionale depositata dall’ass. Coscioni ritenuto dalla stessa “inemendabile”, non è stato un buon inizio con le conclusioni che conosciamo. Chissà perché non emendabile. La stessa ass.ne Coscioni ritiene troppo “restrittiva” la sentenza n. 242/19 della Corte Costituzionale con la quale si chiede  una legge sul fine vita. E cerca l’appoggio delle regioni per rafforzare le sue proposte in Parlamento dato che le leggi sulla sanità sono nazionali e non regionali.  Naturalmente tutto legittimo. In Parlamento, tra l’altro,  è già stata depositata nel 2019 una proposta di legge sottoscritta da molti del PD che è una buona base di discussione per affrontare un tema così delicato. Ma di questa proposta nemmeno un cenno in regione.  Comunque anche questa viene ritenuta troppo restrittiva dall’ass. Coscioni.</p>
<p>L’accanimento nei confronti di A.Maria Bigon è stato uno stillicidio che non ha fatto bene a nessuno. Si è aggiunta, poi, la reprimenda della segretaria, poi stemperata .  Ma su tutto questo il senatore Graziano Delrio è stato chiaro: “Se verranno presi provvedimenti contro Anna Maria Bigon, mi autosospendo dal partito”. E Lorenzo Guerini sottolinea che “ogni provvedimento nei confronti di Bigon, negherebbe la libertà che è alla base della nascita del nostro partito”. Io non credo verranno presi provvedimenti da parte del Partito Democratico nei confronti della consigliera Bigon. È un momento carico di tensione anche se si dovrebbe arrivare a ridare voce  al confronto, alla volontà di trovare una soluzione a problemi importanti come quello della fine della vita senza utilizzare le scorciatoie di Zaia. “L’etica imposta dal partito” sulla vita e ogni altra considerazione che ricada sulla sensibilità di ognuno viola lo statuto e viola la coscienza che è sacra. Spero che la gogna contro Anna Maria finisca e finisca anche quella contro coloro che si riconoscono nella stessa sensibilità della consigliera regionale. Il lavoro da fare è enorme. Se si vuole</p>
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