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	<title>NEREO TISO &#187; bitonci</title>
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		<title>Ospedale: anni buttati via per le bizze leghiste. No ai ricatti elettorali</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Dec 2017 16:56:00 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Sappiamo quanta strada in giro per Padova abbia fatto il povero futuro nuovo ospedale dopo la proposta a Padova ovest. Sito su cui si era trovata la quadra di tutti gli attori istituzionali con un accordo di programma sottoscritto nel 2013 dallo stesso governatore Zaia per la Regione, dal Comune di Padova, Università, Azienda ospedaliera, Provincia e molti Comuni, dopo un lungo lavoro di tessitura e di dialogo a suo tempo curato dal Comune retto dal centrosinistra.</p>
<p><a class="highslide img_2" href="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2015/10/IMG_0617.jpg" onclick="return hs.expand(this)"><img class=" size-thumbnail wp-image-2009 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2015/10/IMG_0617-150x150.jpg" alt="IMG_0617" width="150" height="150" /></a>Ma le situazioni cambiano e con l’arrivo nel 2014 del sindaco leghista, lo stesso Zaia, ricordiamo, ha stralciato senza battere ciglio l’accordo su Padova Ovest per accontentare Bitonci che non voleva l’ospedale lì, forse per non fare un torto all’ospedale della sua troppo vicina Cittadella (abbiamo visto che le motivazioni del rischio idrogeologico non erano vere).</p>
<p>A fronte dell&#8217;apertura di un dialogo tra istituzioni promosso dal neo sindaco Giordani per trovare una soluzione praticabile ora ritorna il ricatto leghista che mette in discussione un lecito pagamento del valore delle aree di Padova est di proprietà comunale. Non vorremmo che ancora una volta sulla partita ospedale entrassero logiche pre-elettorali in questo caso per soggetti pronti a lanciarsi alle prossime politiche e raccogliere facili consensi dopo la sconfitta a Padova.</p>
<p>La battaglia è tutta in salsa leghista ed è finalizzata a coprire le scelte a suo tempo operate da Bitonci. Bitonci e Zaia ora cercano di allinearsi per mettere sotto scacco il sindaco di Padova. Tutto un gioco politico contro i padovani e il futuro dell’eccellenza della sanità padovana. Non sono certo i circa 20 milioni di euro per i terreni di Padova est, o una permuta o un corrispettivo in opere a terrorizzare il governatore Zaia, visto che ha pagato i terreni sui quali sono costruiti altri nuovi ospedali veneti come Mestre e Schiavonia pagati, naturalmente, anche con i soldi dei padovani.</p>
<p>E poi, l’incredibile minaccia di confisca dei terreni di Padova est di proprietà del Comune. Per Zaia è il continuo tentativo di far uscire dal totale oblio l’ex sindaco Bitonci, prima, forse, che questo approdi in Parlamento. Noi crediamo che la determinazione del sindaco Giordani di arrivare a conclusione del percorso per il bene di Padova, dovrà continuare ad essere lineare e convinta, senza mostrare cedimenti nei confronti di chi sta tergiversando nonostante ci siano i tecnici che fanno delle proposte sensate. Ormai il tempo delle inutili ripicche ideologiche e delle divagazioni è terminato. La città chiede di trovare immediatamente una soluzione sull’annosa questione dell’ospedale. Se non si troverà a breve una soluzione, la responsabilità ricadrà solo su Zaia, che, per motivi tutti leghisti, non ha voluto/saputo trovare la soluzione migliore per Padova. E nel frattempo perdiamo qualità ed opportunità di valorizzare la nostra eccellenza sanitaria a favore di altre strutture venete verso cui sono stati canalizzati lauti finanziamenti dalla Regione.</p>
<p>Gianni Berno e Nereo Tiso consiglieri comunali Gruppo PD</p>
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		<title>Cari Padovani, si deve ricominciare.</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Nov 2016 15:47:54 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La città da una settimana è senza sindaco. La belva ferita rincorre il suo trascorso attraversando canali televisivi, pagine di quotidiani, ripensando alla sua magnificenza decaduta. Parla di tradimento dei fedeli e urla al complotto ordito dai maggiorenti. Ma l&#8217;unico impietoso complotto, caro ex sindaco, è stato ordito solamente da lei contro lei <a class="highslide img_4" href="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2015/03/park1.jpg" onclick="return hs.expand(this)"><img class=" size-thumbnail wp-image-1757 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2015/03/park1-150x150.jpg" alt="park1" width="150" height="150" /></a>stesso: chi semina vento e odio non può raccogliere che tempesta. Ora bisogna guardare avanti, alla nostra città con ogni benevola attenzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricostruire relazioni, ridare serenità ai rapporti umani, riconoscere che è una grande città alla quale spetta un ruolo fondamentale nell&#8217;economia, nella cultura, nella solidarietà, nella  progressiva crescita della  sostenibilità  ambientale e umana. Non solo  le grandi opere, seppur necessarie e che rimarranno nel tempo, ricostruiranno il nuovo volto della città, ma il ridare voce ai rapporti umani scaduti nel dirigismo autoritario di chi l&#8217;ha governata fini a pochi giorni fa. . Abbiamo bisogno di chi dà voce a chi non ha voce, di chi ha interesse prioritario verso ognuno di noi e non verso il proprio potere, di chi sa godere di stima per la sua autorevolezza nell&#8217;unire e non nel dividere.</p>
<p style="text-align: justify;">Io so  che ne siamo capaci, abbiamo competenze e intelligenze per metterci assieme e ridare il giusto equilibrio e il giusto respiro ai polmoni di una grande città come la nostra. E questo sono i giovani, le imprese, i quartieri, i negozi, le istituzioni, le piazze, i parchi e tutto ciò che può rendere migliore Padova. E poi chi è stretto nella tenaglia delle difficoltà economiche, ha bisogno di attenzioni particolari che insieme si possono costruire e offrire per ridare dignità. Solo insieme si può uscire e riprendere la via per una rinnovata speranza. Da soli ci si rifugia nell&#8217;inutile autoritarismo dell&#8217;uomo solo al comando e non nell&#8217;autorevolezza dell&#8217;uomo di governo.</p>
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		<title>Saia-Bitonci: repressione senza educazione</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Nov 2016 15:15:52 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Con la repressione, vera o presunta,  propaganda e consenso sono più facili e immediati. E’ evidente che, nel lungo periodo, ciò non  migliora il comportamento dei cittadini e quindi le regole devono essere aumentate, contorte, incomprensibili. In questo Saia e Bitonci sono maestri: tra ordinanze sindacali, regolamenti, ne sono state emesse tante, troppe. Ricordiamo quelle sull’ebola, sugli accattoni, sulle prostitute, sui bevitori di birre <a class="highslide img_6" href="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2016/08/IMG_3289.jpg" onclick="return hs.expand(this)"><img class="  wp-image-2525 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2016/08/IMG_3289-150x150.jpg" alt="IMG_3289" width="168" height="168" /></a>fuor dai bar, sui divietei di accesso alle bici e via dicendo. Conclusione: l’ebola non è mai arrivato in città, gli accattoni ci sono come prima se non più di prima, si beve lo stesso fuori dai bar, le prostitute e i loro miserabili clienti le vediamo tutti i giorni ai loro posti, purtroppo e per le biciclette il sindaco ha fatto dietrofront. Pochi sapranno che in Comune esiste  un numero verde contro il bullismo.</p>
<p>Ora leggiamo un decalogo contro i ciclisti. Ci mancherebbe che questi venissero valorizzati perché non inquinano, non fanno rumore, non sono troppo pericolosi, rendono la città migliore e più serena. Diciamo che qua si sfiora il ridicolo repressivo volendo superare il codice della strada. Le regole ci vogliono, il loro  abusarne con ordinanze e regolamenti dimostra che, nonostante ciò, non sono sufficienti e ci vuole ben altro per rendere migliore il comportamento dei cittadini. Tra l’altro alcune sono   banali .</p>
<p>Ciò che è stato abbandonato dall’amministrazione è lavorare sul sistema educativo, formativo e preventivo come fosse, per Padova,  un elemento obsoleto.Le scuole, le associazioni, le società sportive, le parrocchie  che da sempre fanno prevenzione ed educazione non vengono contattate se non per contributi, lavori di manutenzione, meriti sportivi, ma mai per un lavoro sinergico. Anche le regole sono educative, ma non solo. E’ evidente che per i nostri due questi non sono problemi. Ma io chiedo: “Come sarà il futuro dei nostri giovani padovani? Che cosa si potrà garantire loro? Come fare il possibile perché le regole vengano rispettate? Come lavorare per tutti i cittadini per una prevenzione vera e anche per un’educazione che, in altri tempi, si diceva “permanente”? Il tempo ci insegna che una città ben governata non è una città che crea forzature utilizzando solo la repressione,  condanne preventive, distrazione di massa sul diverso profugo o immigrato che sia, che crea paura. Una città che guarda al futuro, che guarda avanti, che suscita speranze e lavora per le generazioni future di tutte le provenienze, perché no, anche per quelle attuali e la città che finora non si è vista offuscata da insulti, violenze verbali, arroganza, supponenza e via dicendo.  Penso a cosa sarebbe la nostra città se si risvegliasse piena di regole e di telecmere, ma senza anima. La strada è tracciata?</p>
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		<title>Padova, Consiglio Comunale: maggioranza, addio al calumet della finta pace</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2016 16:51:16 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Potremmo dire: “Finalmente”! Abituati al silenzio di rito o di necessità, sentire le parole dei consiglieri di Forza Italia è come la lieta notizia che qualcuno ha sentito il bisogno di dire ciò che pensa sulle folli, talvolta strane,  scelte dell’amministrazione a prescindere. Naturalmente il “nostro”, ha scalpitato come un cavallo imbizzarito <a class="highslide img_8" href="http://www.padova.city/wp-content/uploads/2016/04/globo.jpg" onclick="return hs.expand(this)"><img class=" size-thumbnail wp-image-2274 alignleft" src="http://www.padova.city/wp-content/uploads/2016/04/globo-150x150.jpg" alt="globo" width="150" height="150" /></a>di fronte a questi due consiglieri che hanno voluto affrontarlo, sfidarlo. Altri hanno tentato prima di loro, ma sono stati messi alla porta e altri, al momento ancora dentro ai loro uffici, stanno per far esplodere il bubbone che in questi due anni si è gonfiato a dismisura, a partire dal primo istante dopo la vittoria. In tutti i posti possibili, il nostro   inserisce pedine silenziose, devote  e plaudenti anche se non sempre gaudenti. Prima Rodeghiero, poi Brunetti sono stati messi alla porta: non erano presenti alle manifestazioni contro i profughi, oltraggiando così il comandante. Pensa che disonore…esserci andati. Ora Mosco e Grigoletto hanno il coraggio, anche loro, di dire come la pensano, anche se non ancora pubblicamente. Altro affronto, quindi tagliamo deleghe di qua, riduciamo il potere, smussiamo di là tanto tra poco dovranno andarsene anche loro per inserire, come sembra, il fido Pellizzari, quello che è presidente dei un’associazione “non politica” di commercianti (prima con 1000 iscritti, dice Pellizzari,e  ora?).    Infine i due consiglieri che dicono ciò che pensano;   esercitano il loro diritto di parola dopo due anni di soffocamento. Possiamo dire che la <strong><a href="http://www.nereotiso.eu/padova-consiglio-comunale-maggioranza-addio-al-calumet-della-finta-pace/">maggioranza</a> </strong>sta seduta su un campo di ortiche.  Troppo tardi per salvare la città?  Di questo mi preoccupo, la città con i suoi cittadini, sempre quella. Dobbiamo recuperare le forze migliori, le persone che amano costruire, e ce ne sono, molte. Il nostro è in evidente difficoltà, il fortino ha qualche pesante crepa. Comunque, altro che cervelli in fuga da <strong><a href="http://www.nereotiso.eu/padova-consiglio-comunale-maggioranza-addio-al-calumet-della-finta-pace/">Padova</a> c</strong>he si sta svuotando, qui bisogna fare attenzione che non ci sfugga anche sant’Antonio. Meglio tenerselo stretto, magari per aiutarci la prossima volta.</p>
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		<title>Caro sindaco, non ci sono più parole…</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2016 16:48:20 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo quasi al giro di boa del mandato del sindaco di Padova e l’analisi del periodo non può essere che impietosa. Qualsiasi persona di buon senso, comincerebbe a porsi la domanda: dove stiamo andando? Ormai siamo al delirio di onnipotenza dove la conquista del potere ha provocato un salto di qualità nella deturpazione del patrimonio di questa città costruito in decenni.  Che cosa si può ancora dire delle scelte (sic!) del primo cittadino di Padova? Dietro ad ogni suo movimento e dietro a  quasi tutte le sue parole, esiste una forma di accanimento terapeutico: egli  pensa che prima in città ci sia stata solo sofferenza causata da un male da <a class="highslide img_10" href="http://www.padova.city/wp-content/uploads/2016/05/bit.jpg" onclick="return hs.expand(this)"><img class=" size-thumbnail wp-image-2300 alignleft" src="http://www.padova.city/wp-content/uploads/2016/05/bit-150x150.jpg" alt="bit" width="150" height="150" /></a>estirpare utilizzando proprie  cure taumaturgiche.</p>
<p>Ma di fronte a tutto ciò, è palese l’insipienza, l’incapacità, l’impreparazione ad amministrare una grande città, la superficialità, l’inconsistenza, la mancanza di conoscenza della città, la faciloneria (proviamo, poi vedremo se funziona!!!), l’inadeguatezza e infine l’arroganza del nostro primo cittadino. Le decisioni non vengono prese per il bene dei padovani, ma per ripicca contro i comunisti, per alterigia, per supponenza, per mero esercizio del potere, condite con insulti,  urla e strepiti passando per un  numero ragguardevole di querele. Divieti, proibizioni, finte aperture, chiusure di ogni tipo e recinzioni, decisioni avventate e senza senso; regolamenti contro l’ingresso dei  bambini stranieri nelle scuole comunali, contro le famiglie di stranieri, purghe prima contro gli assessori e ora anche contro i consiglieri dissenzienti; ordinanze senza senso (pensate quella sull’ebola, sulle prostitute, contro i parrucchieri stranieri, gli accattoni ecc.).</p>
<p>E ancora, perse mostre, la  Fiera delle Parole sostituita non si sa bene con cosa, manifestazioni sportive;  e poi il divieto delle bici in città,  i parchi e il verde pubblico abbandonati,  i quartieri lasciati soli; la sicurezza ostentata, ma scarsamente efficace. E poi soldi buttati per costruire uno stadio inutile  senza un’idea sul vecchio stadio; un ospedale che ormai è diventato un fantoccio più che il futuro di Padova e della sanità veneta; un trasporto pubblico di cui non si ha idea che fare e che ha perso migliaia di utenti, il Centro Congressi che non si farà più, L’auditorium abbandonato,  la Fiera che langue, la Zip di cui non si parla perché non si sa che dire.</p>
<p>Infine, l’ultima perla,  la libertà di stampa negata limitando l’ingresso dei  giornalisti a palazzo Moroni, quale palese e inconsistente dimostrazione di chi comanda in città. Ma forse il nostro non sa che già nel ‘800, J.S. Mill, scriveva: “<strong>E’ da sperare che sia trascorsa l’epoca in cui era necessario difendere la “libertà di stampa” come una delle garanzie …”</strong>  . Parole evidentemente vane per chi vorrebbe esorcizzare la stampa. Di fatto, il nostro, con questo ultimo  gesto, si è di mostrato perdente. La cosa che mi preoccupa di più è la mia città, il suo futuro; è diventata uno zimbello nazionale senza meriti. Sindaco, prima che ci sia il tracollo, lasci il posto a chi è più capace ed eviti il disonore. I Padovani, stia sicuro, non la dimenticheranno facilmente.</p>
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