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	<title>NEREO TISO &#187; Senza categoria</title>
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	<description>Padova da vivere e condividere</description>
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		<title>VIDEO FRANCIGENA 2019 in bike by Nereo Tiso</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jul 2019 21:49:59 +0000</pubDate>
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		<title>Gli alpini e i poveri anarchici</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2018 07:44:06 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Era proprio un bel po’ di tempo che non si sentiva parlare degli anarchici. Probabilmente si erano chiusi nelle loro fumose stanze a decidere strategie, a scrivere documenti e a pensare chissà quale azione per dire ci siamo. E proprio i giorni precedenti l’adunata degli alpini  hanno pensato che fosse il momento dell’azione messo per impedire agli alpini di radunarsi a Trento per la 91ma adunata.</p>
<p>Naturalmente gli anarchici erano in buona compagnia: antagonisti, collettivi di sociologia dell’Università di Trento, dove  Renato Curcio inizia l’avventura  delle Brigate Rosse. Ovviamente manifesti con ingiurie, offese, minacce, sassi contro i gazebo,  insulti gratuiti ed ogni sorta del tipico bestiario anarco-antagonista (sic!) usato contro agli alpini. Diciamo, atti “dovuti” per lasciare segni e minacciare.</p>
<p>E poi sab<img class=" size-medium wp-image-3515 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2018/05/IMG_0816-2-300x225.jpg" alt="IMG_0816 2" width="300" height="225" />otaggi, distruzione di centraline elettriche sulle linee ferrovie  col pericolo di creare gravi danni alle persone.  Ma evidentemente, questi personaggi, che accusano gli alpini di avere le “mani grondanti sangue”, adoperano le solite armi di distrazione per l’uso codardo della violenza. Ma qui sta il problema. Ormai questi non sono più nessuno: ogni tanto qualche manifestazione, qualche azione farneticante e gratuita e niente più. Più o meno come 40 anni fa.</p>
<p>Diciamo che la fedeltà all’ideale è la ragione del loro esistere: anziani con qualche nuovo innesto. Ma vorrei dire a lor signori che gli alpini non si sentono sfiorati dalle vostre insulse e miserabili manifestazioni. La stragrande maggioranza di loro non sa nemmeno chi siete, cosa pensate e cosa volete. Può darsi che, al massimo, gli facciate un po’ pena e provino compassione. Ma vi garantisco che, se invece di aver perso tempo per boicottare la festa di questi “sanguinari”  foste andati a parlargli, sarebbe stato molto meglio. Avreste trovato persone molto diverse dai guerrafondai che voi pensate. Forse non avreste ricevuto una grande risposta alle vostre grandi “rivendicazioni democratiche”, ma certamente un po’ di serenità, quella che voi non avete.</p>
<p>Magari anche un panino di soppressa e un buon bicchiere di vino per far festa insieme. Ogni tanto anche i guerrafondai hanno un cuore. E vi garantisco che se vi foste sentiti male vi avrebbero pure soccorso. Ma non continuate a solleticare la loro pazienza. Sono uomini che vanno dove c’è bisogno e usano il loro tempo, le loro capacità e professionalità semplicemente nella solidarietà.</p>
<p>Voi antagonisti, a dir la verità, non vi ho mai visti sporcarvi le mani come gli alpini. Avete probabilmente altro da fare. Mi sa che  non conoscete che cosa voglia dire la solidarietà. Almeno quella che conoscono gli alpini. Rendetevi conto che la storia vi ha spazzato via come polvere. Lasciate perdere gli alpini.  Le persone vogliono più bene a loro che a voi. Di questo ne sono certo.</p>
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		<title>La morte non può cancellare la speranza.</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Aug 2017 15:46:45 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Forse, in questo gesto avrà trovato la ragione della sua inutile esistenza, la voglia di dimostrare di esserci, la necessità di avere un momento di inutile gloria, qualche titolo sui giornali, la volontà di emulare altri folli come lui che hanno distribuito violenza e tristezza, o forse di essere gradito a Dio? Quel Dio nel quale pensa  di credere, che mai potrà giustificare un massacro. Qualcuno ieri affermava che questo terrorismo è diventato “veicolare”,  non spara più, ma guida; la sua potenza è diminuita ed è in declino; altri, con il refrain già sentito dopo il Bataclan, dopo Berlino, dopo Bruxelles, dopo Nizza che bisogna rafforzare i presìdi, aumentare la sicurezza, coordinare l’intelligence internazionale, ecc.; altri hanno usato la violenza con la propaganda per aumentare il senso di terrore che ognuno di noi porta con sé dopo questi fatti. Molti continuano a guardare le immagini che scorrono rapide e si rendono conto dell’impotenza di tutti di fronte alla follia. Ora si contano i morti, si spera che non se ne aggiungano altri e si guarda con trepidazione alle notizie che arrivano.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto ancora? Finché la notizia diventerà memoria e non si leggerà più, ma rimarrà, come le altre, un ricordo difficile da digerire soprattutto per chi ha perso i propri cari.  Ma tutto ciò non può ridursi a mera notizia,  triste ricordo o fatto divorato rapidamente dai social. Se anche questa inutile violenza non si trasforma in speranza, in un nuovo faticoso inizio, in capacità e volontà di ricercare quel lume che ci spinge a continuare a vivere,  a disegnare quel futuro nella quale l’umanità crede nonostante i terroristi, rimarrà un gesto violento, assurdo, tragico come altri. Dobbiamo credere nella forza dei giovani che si muovono nel mondo alla ricerca del proprio domani, nella determinazione di chi lavora per dare tranquillità alle persone. Tutto ciò non può essere calpestato da un folle in un pomeriggio di agosto. Spetta a noi trasformare l’odio in speranza, la vendetta in giustizia senza ulteriori, inutili, dichiarazioni di guerra.</p>
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		<title>Cattolici in politica: non confondeteci con Grillo.</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Apr 2017 08:46:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Non è poi molto strano che ci sia sempre qualcuno che, di fronte a scadenze elettorali più o meno lontane e a vari livelli, non riprenda  la questione dei cattolici</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Non è poi molto strano che ci sia sempre qualcuno che, di fronte a scadenze elettorali più o meno lontane e a vari livelli, non riprenda  la questione dei cattolici in politica e dei loro valori di riferimento. Qualche giorno fa è stato il momento del <a class="highslide img_2" href="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2015/10/IMG_9212.jpg" onclick="return hs.expand(this)"><img class=" size-thumbnail wp-image-2028 alignleft" src="http://www.nereotiso.eu/wp-content/uploads/2015/10/IMG_9212-150x150.jpg" alt="IMG_9212" width="150" height="150" /></a>quotidiano Avvenire che, in una intervista a Grillo, il direttore Traquinio, sembra togliere all’ex comico la crosta dell’uomo dell’insulto facile,  riabilitandolo come uno statista post-ideologico. Tutto ciò che lo stesso Traquinio riprenderà in una sua intervista sul Corriere.</p>
<p>E’ un po’ bizzarro che Traquinio non si ponga domande, almeno chiedersi se il post-ideologico Grillo non sia il fondatore di una  “nuova ideologia” quella che cerca di stare nel mezzo (al centro saprebbe di vecchie ideologie…), dove il dialogo e la mediazione tra gli opposti schieramenti necessari al governo, si trasforma nella quotidiana contrapposizione tra onesti e disonesti. La pur legittima intervista di Tarquinio a sostegno di M5S, necessita di capire perché il giornale dei vescovi debordi sul sistema di Grillo, delle sue chiusure, del suo essere ammaliatore di folle, ma non credo possa essere messo alla stregua di chi, con la schiena dritta, svolgeva la grande opera di mediazione politica costruendo la storia del nostro paese.</p>
<p>Il clerico-grillismo di Tarquinio, come lo chiama Alberto Melloni, vorrebbe riprendere il concetto di valori non negoziabili di ruiniana memoria? O vuole contrapporre i vescovi a papa Francesco? O forse, pensa che la forza dei valori cattolici possa essere rivissuta da capi popolo che formano fedeli replicanti pena l’espulsione dagli onesti? La storia, la tradizione, il pensiero, la Dottrina Sociale che ha guidato e continua a guidare e ispirare molti uomini e molte donne che si mettono al servizio della politica, dove si trova in questo movimento che lei Traquinio sostiene? Lo stesso mons. Galantino, sostiene che non vi sono convergenze della Chiesa   M5S, anche perché ci sono questioni care alla Chiesa come la povertà, il problema dei profughi, le questioni etiche, che il movimento non sa ancora cosa farà da grande.  Mi dispiacerebbe che un giorno si distribuissero altre croci per difendere i valori cristiani per trovare, da parte dei politici nuovo-ideologici, un posticino accanto all’altare.</p>
<p>La Chiesa che conosco io e della quale mi onoro di fare parte e che mi ha portato anche ad impegnarmi in politica al servizio della mia città, non è quella di Traquinio, né di Grillo.</p>
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		<title>M.Paolini, Ausmerzen, ed. Einaudi</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2016 15:03:14 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Paolini]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>di Nereo Tiso Quasi sempre si parla di sterminio degli ebrei quando ci riferisce alla violenza criminale dei nazisti. Ma sappiamo che è esistito anche un altro, non meno drammatico,</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Nereo Tiso</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Calibri;">Quasi sempre si parla di sterminio degli ebrei quando ci riferisce alla violenza criminale dei nazisti. Ma sappiamo che è esistito anche un altro, non meno drammatico, sistema scientifico di eliminazione delle “bocche inutili da sfamare”.  Era il sistema Aktion T4 in grado di sterminare centinaia di migliaia di persone solo perché “diverse” e non necessarie. E’ il racconto di Marco Paolini tratto dal suo spettacolo <em>Ausmerzen. </em>Diciamo che leggere i libro non è la stessa cosa di guardare il suo spettacolo (di solito è il contrario…), ma la descrizione delle situazioni, della scientificità della distruzione di vite ritenute inutili perché avevano avuto la sfortuna di essere nate con una disabilità. Bambini prelevati alle loro madri e con trucchi barbari sottratti alla vita con forme mostruose di eutanasia e poi, anche loro, andati ad alimentare le bocche dei forni crematori . Molte storie, tutte drammatiche, offensive per l’umanità. E questi drammi sono stati perpetrati da chi aveva scelto di curare la vita: i medici. Con somma indifferenza si studiava il miglior modo per l’eliminazione. Grazie a Paolini e alla sua semplice ma determinata e ricca  capacità di investigare e di farci partecipi ai drammi dell’umanità.  Un infermiere interrogato all processo per  i fatti: “<em>In relazione al caso Lossa (un ragazzo eliminato…), si diceva spesso cheera inutile perché ritenuto incorreggibile”</em></span></span></p>
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